Nel segno del fumetto, la devozione diventa racconto visivo. È questo il cuore del progetto realizzato dal professor Francesco Polopoli, autore di tre schede illustrate dedicate alla storia della Madonna di Porto Salvo di Lamezia, nate prendendo come riferimento la pubblicazione storica sul santuario curata dal professor Antonio Zaffina. Un lavoro che unisce memoria, arte e divulgazione, trasformando il patrimonio devozionale locale in una narrazione accessibile e coinvolgente.
Polopoli sceglie il linguaggio del fumetto non come semplice esercizio grafico, ma come vero e proprio strumento culturale e narrativo. “Di fronte alla necessità di comunicare ai visitatori la densità di questa memoria devozionale – fa sapere – ho avvertito l’urgenza di una scelta immediata e squisitamente visiva. Ho scelto il fumetto perché lo considero, da sempre, una sorta di cinematografo tascabile”.
Le tre schede diventano così tre piccoli “atti” visivi, capaci di condensare episodi, simboli e tradizioni in una forma moderna e immediata. Il fumetto, sottolinea Polopoli, possiede “il dono raro della sintesi e il potere della sequenza: sa farsi drammaturgia in pochi tratti, monta le scene nello spazio di una vignetta e muove il tempo sospendendolo sulla pagina. In un’epoca saturata da stimoli effimeri, il fumetto costringe l’occhio a rallentare e, al contempo, cattura l’attenzione in modo immediato, accattivante e profondamente coinvolgente”.
Non si tratta, però, di semplificare il contenuto storico o spirituale. Al contrario, il progetto punta a “distillare” la memoria collettiva e renderla accessibile a tutti, dai fedeli ai visitatori più giovani. L’immagine diventa quindi un “varco d’accesso immediato”, una porta aperta sulla storia e sulla fede popolare che da secoli caratterizzano il santuario lametino.
L’iniziativa assume anche un valore culturale più ampio: dimostra come strumenti espressivi contemporanei possano dialogare con la tradizione religiosa senza snaturarla, anzi amplificandone la capacità comunicativa. In questo senso, il fumetto si conferma linguaggio universale, capace di parlare a generazioni diverse e di restituire vitalità a un patrimonio identitario profondo.
“Il visitatore non è più un semplice spettatore passivo di date e nozioni, ma un viandante che sfoglia il miracolo”, afferma ancora Polopoli. È forse questa l’immagine più efficace del progetto: la devozione che si fa percorso narrativo, esperienza visiva e memoria condivisa.
Le tre schede dedicate alla Madonna di Porto Salvo rappresentano dunque non solo un omaggio alla storia del santuario, ma anche un esempio innovativo di divulgazione culturale, in cui il fumetto diventa ponte tra passato e presente, tra fede e linguaggio contemporaneo.



