“Curinga città del Platano”: chiuso il voto, ora la sfida più grande

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“Sapremo tra qualche giorno se il maestoso Platano di Curinga è riuscito a vincere la competizione per diventare Albero Europeo dell’anno; in queste settimane abbiamo avuto straordinarie manifestazioni di affetto e di interesse ed un grazie non può che andare a quanti hanno espresso con il voto il loro sostegno, con la visita una concreta partecipazione.

Quale che sia il risultato finale della competizione ciò che conforta, sin da subito, è il fatto che il Platano sia entrato ormai nella sua piena dimensione e cioè essere emblema del patrimonio ambientale e forestale dell’intera Calabria.

Tutto ciò comporta per Curinga l’opportunità della valorizzazione ma anche e soprattutto l’onere della tutela.

Come movimento politico di opposizione abbiamo già proposto all’amministrazione di attivarsi per predisporre sistemi di videosorveglianza, la fama del Platano è meritata ma può anche essere un rischio, il gigante che vive potrebbe incontrare qualche incivile o qualche dannato cretino.

Da questo punto di vista sarebbe forse utile e necessario far rimuovere dall’area del Platano un tavolo per picnic che è semplicemente fuori posto, senza alcun senso e del tutto privo di qualsiasi aderenza ad una realtà che dovrebbe essere solo quella di una sorta di “contemplazione” della storia, della natura, dell’ambiente.

Abbiamo anche immaginato percorsi che consentano di inserire il Platano nei circuiti del turismo scolastico infraregionale, cosi come sollecitato la configurazione di un sistema di accoglienza che si strutturi per gli anni a venire.

La visibilità di queste settimane è stata per il nostro comune una importante occasione, cosi come lo è stata per l’intera area del lametino ed oggi, come è noto, è illusorio pensare ad offerte turistiche che non siano comprensoriali ed organiche.

Da questo punto di vista occorre pensare e programmare le possibili e necessarie connessioni con i comuni vicini e, soprattutto, con Lamezia Terme che ha sul territorio quella maestosa Abbazia di S. Eufemia a cui, in un determinato momento, afferì il Monastero di S. Elia Vecchio (poco distante dal nostro Platano che, secondo la leggenda, fu piantato proprio da un monaco armeno che vi risiedeva)

Curinga è ormai, a tutti gli effetti, la città del Platano e come tale pensiamo debba essere immaginata dall’amministrazione comunale, ci auguriamo che ciò accada con il concorso di idee, progetti e proposte di tutti”. Così in una nota Marta Monteleone, Portavoce Movimento “Orgoglio Curinghese”.

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