Nella serata di ieri nel Chiostro di San Domenico il giornalista Emiliano Morrone ha presentato il suo nuovo libro “Occhiu alla sanità”, edito da Falco, un’inchiesta che fotografa lo stato del Servizio sanitario calabrese dopo 15 anni di commissariamento e di gestione affidata alle burocrazie dei ministeri dell’Economia e della Salute.
Secondo l’autore, non basta uscire dal regime commissariale: è indispensabile cancellare il Piano di rientro dai disavanzi, basato sull’idea che tagliare la spesa pubblica migliori la qualità dell’assistenza. Morrone ha sottolineato come la Calabria, da oltre 25 anni, riceva molte meno risorse dal Fondo sanitario nazionale rispetto ad altre regioni, a causa di un criterio di ripartizione iniquo che ha sottratto miliardi al Sud.
Il volume racconta gli effetti dei tagli lineari imposti dall’Unione europea, mette in discussione l’obbligo del pareggio di bilancio per la spesa sanitaria e richiama le osservazioni del giurista Giuseppe Guarino, che ne evidenziava l’incompatibilità con il diritto, a fronte della possibilità di deficit concessa per il riarmo.
Alla presentazione, moderata dal giornalista del Corriere della Calabria Danilo Monteleone, sono intervenuti:
- Doris Lo Moro, già assessore regionale alla Sanità, che ha denunciato l’incapacità di programmazione e la comunicazione propagandistica del commissario governativo Roberto Occhiuto, con i nuovi ospedali ancora da costruire da quasi 20 anni.
- Giovanni Iaquinta, docente, che ha ribadito la natura politica del tema sanità.
- Michele Falco, editore, che ha sottolineato il valore del testo di Morrone come strumento di consapevolezza e unità.
- Rosa Tavella, ex consigliera regionale, che ha richiamato la necessità di ricentralizzare la gestione della sanità allo Stato.
- I medici Saverio Ferrari e Cesare Perri, che hanno testimoniato rispettivamente le difficoltà del sistema dell’emergenza-urgenza e il caos nell’assistenza psichiatrica.
- Felice Lentidoro, segretario regionale di Cittadinanzattiva Calabria, che ha rimarcato l’esigenza di trasformare la rabbia dei cittadini in una proposta concreta per il diritto alla salute.
La presentazione si è trasformata in un dibattito serrato e partecipato, con l’idea condivisa che il governo debba ormai cancellare il Piano di rientro, avendo messo i cittadini calabresi nella condizione di pagare la sanità tre volte, senza servizi, garanzie e prospettive.
