Infrastrutture in Calabria: tra annunci e cantieri, serve una visione strategica unitaria
La Calabria si prepara a vivere mesi intensi sul fronte delle infrastrutture. Una stagione di cantieri che, nelle intenzioni, dovrebbe contribuire a cambiare il volto della Regione e superare una narrazione fatta troppo spesso di ritardi, isolamento e occasioni mancate.
Gli interventi sulla SS106, la nuova galleria Santomarco, la Trasversale delle Serre e la rettifica del tratto A2 Cosenza–Altilia rappresentano segnali positivi, attesi da anni, capaci di generare occupazione, sviluppo e migliori condizioni di mobilità.
Ma non basta.
Cantieri sì, ma manca una strategia complessiva
Nonostante alcune opere siano già in fase esecutiva e altre prossime all’avvio, la Calabria continua a pagare l’assenza di una visione strategica unitaria.
Interventi frammentati, scollegati tra loro, non sono sufficienti a colmare il divario infrastrutturale che penalizza il territorio da decenni.
Serve una scelta politica chiara che metta al centro il diritto alla mobilità, la sicurezza stradale e lo sviluppo equilibrato di tutte le aree, interne e costiere.
SS106: la grande incompiuta
La SS106 resta il simbolo delle contraddizioni calabresi un’arteria lunga oltre 400 km che attraversa tre Regioni, ma che solo in Calabria continua a essere una strada insicura, pericolosa e troppo spesso mortale.
Procedere per piccoli tratti, senza un disegno unitario, significa: rallentare lo sviluppo, aumentare i rischi e lasciare che logiche di breve respiro prevalgano sulla pianificazione moderna.
Nel 2026 non è più accettabile parlare della “strada della morte” senza assumersi la responsabilità politica di trasformarla in una vera infrastruttura europea, continua e omogenea da Taranto a Reggio Calabria.
Accanto ai tratti già programmati (Crotone–Catanzaro e Sibari–Rossano–Coserie), è indispensabile finanziare: Crotone-Rossano e Catanzaro-Reggio Calabria.
Solo così il corridoio jonico potrà avere continuità e senso.
Trasversali e collegamenti interni: opere da ripensare
Il completamento della Trasversale delle Serre è un passo avanti, ma non può essere considerato la soluzione ai problemi strutturali della mobilità calabrese.
Restano irrisolte vertenze storiche come: Bovalino-Bagnara, Medio Savuto, Pedemontana della Piana, Sila-Mare, Sibari-Sila e Cosenza-Sibari.
Senza questi collegamenti, la Calabria continuerà a essere una Regione divisa, con aree interne marginalizzate e territori condannati all’isolamento.
Nel tempo, molti progetti sono stati depotenziati, trasformando grandi idee di connessione in semplici tracciati di risalita verso l’interno.
Occorre recuperare la loro natura originaria: vere trasversali capaci di connettere SS106, A2 e SS18, garantendo intermodalità e sicurezza.
Alta Velocità: la Calabria non può restare indietro
Sul tema dell’Alta Velocità, dopo investimenti milionari in studi di fattibilità, non è accettabile chiudere la discussione senza un confronto reale con territori e parti sociali.
La Calabria ha diritto a una connessione ferroviaria moderna ed efficiente.
L’AV non è un lusso, ma una leva di coesione sociale, di competitività e di riduzione delle disuguaglianze.
Serve un tavolo permanente di confronto
Per costruire una strategia infrastrutturale credibile, chiediamo l’apertura di un tavolo permanente tra Governo, Regione e Parti sociali.
Fondato su tre pilastri: Lavoro di qualità e sicurezza nei cantieri, Legalità e trasparenza e Continuità progettuale e giustizia territoriale.
La Calabria ha bisogno di coraggio, non di interventi spot
La Regione non può più permettersi opere isolate, annunci senza visione o cantieri che non dialogano tra loro.
Serve una scelta politica coraggiosa, capace di guardare al futuro e restituire dignità: ai lavoratori, ai cittadini e ai territori.
Solo così la Calabria potrà finalmente superare il divario infrastrutturale che la separa dal resto del Paese e dell’Europa.
Fillea Cgil Calabria
