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Calabria, al via ‘Una casa per tutti’: 9 milioni per sostenere le famiglie in difficoltà abitativa

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Il progetto “Una casa per tutti”, presentato in Cittadella dall’assessore regionale al Welfare Pasqualina Straface, rappresenta uno degli interventi più rilevanti della nuova programmazione sociale della Regione Calabria. La misura nasce con l’obiettivo di sostenere persone e famiglie con fragilità economiche che vivono situazioni di disagio abitativo, garantendo continuità nella locazione e prevenendo condizioni di esclusione sociale.

Un intervento strutturale contro il disagio abitativo

Straface ha sottolineato che la casa non è solo un luogo fisico, ma un elemento essenziale di stabilità, autonomia e integrazione sociale. Il progetto prevede: contributo mensile fino a 300 euro per i nuclei familiari che non riescono a sostenere il canone di locazione; integrazione di 50 euro per i nuclei con persone con disabilità certificata ai sensi della legge 104/1990 e un budget complessivo di 9 milioni di euro, provenienti dalla Programmazione regionale Calabria 2021/2027.

Il contributo sarà proporzionato al canone effettivo, per garantire equità e coerenza con le reali condizioni economiche dei beneficiari.

Il ruolo degli Ambiti Territoriali Sociali (ATS)

Gli ATS sono stati individuati come soggetti attuatori della misura. A loro spetteranno: pubblicazione degli avvisi; ricezione e valutazione delle domande; verifica dei requisiti; erogazione dei contributi; rendicontazione delle risorse.

Solo dopo la pubblicazione degli avvisi da parte degli ATS sarà possibile presentare domanda. Non sono previsti rimborsi per mensilità già pagate prima dell’avvio formale della misura.

Requisiti per accedere al contributo

Possono presentare domanda i residenti o domiciliati in Calabria che:

  • siano titolari di un contratto di locazione regolarmente registrato (escluse categorie catastali A1, A8, A9);
  • non siano assegnatari di alloggi ERP;
  • abbiano un ISEE fino a 17.000 euro;
  • siano cittadini italiani, UE o extra‑UE con regolare permesso di soggiorno;
  • non possiedano immobili ad uso abitativo in Calabria;
  • siano percettori dell’Assegno di Inclusione – quota A (sono esclusi i beneficiari della quota B destinata all’affitto).

Inclusione attiva e percorsi territoriali

Il progetto non si limita al sostegno economico: prevede infatti percorsi di inclusione attiva, come i Progetti Utili alla Collettività (PUC), attivati dai Comuni tramite i servizi sociali. La partecipazione a tali percorsi sarà condizione necessaria per mantenere il contributo.

Una rete istituzionale per non lasciare indietro nessuno

All’incontro in Cittadella hanno partecipato anche: Iole Fantozzi, dirigente generale del Dipartimento Inclusione sociale e Welfare e Maria Gabriella Rizzo, dirigente del settore Politiche per l’infanzia, la famiglia e la non autosufficienza.

L’obiettivo condiviso è costruire una rete territoriale capace di rispondere in modo tempestivo ai bisogni delle fasce più fragili, rafforzando la coesione sociale e prevenendo nuove forme di marginalità.


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