“Il bene comune”, il nuovo film di Rocco Papaleo, arriverà nelle sale dal 12 marzo, distribuito da PiperFilm. La storia ruota attorno a una guida escursionistica, un gruppo di detenute e una gita premio nel Parco Nazionale del Pollino, un viaggio che si trasforma presto in un’esperienza dalle conseguenze imprevedibili.
Le riprese tra Basilicata e Calabria
Il film è stato girato in sei settimane tra Basilicata e Calabria, con un forte legame visivo e narrativo con i paesaggi del Pollino.
In Calabria, le location principali includono:
- l’area del Pollino con il Pino Loricato, simbolo secolare del parco
- Civita, con i suoi scorci unici
- la zona di Saracena
- Campotenese, tra natura incontaminata e paesaggi selvaggi
- Diamante, dove alcune sequenze sono state girate tra i colori e la luce della costa tirrenica
Una scelta che valorizza la ricchezza naturalistica della regione e la sua capacità di diventare scenografia narrativa.
Cast, produzione e maestranze
Papaleo torna alla regia per la quinta volta, guidando un cast composto da: Claudia Pandolfi, Teresa Saponangelo, Vanessa Scalera, Andrea Fuorto, Livia Ferri e Rosanna Sparapano.
La sceneggiatura è firmata da Rocco Papaleo e Valter Lupo.
Il film è prodotto da Roberto Sessa per Picomedia, da Rocco Papaleo e Carlo Pontesilli per Less is More Produzioni, e da Massimiliano Orfei, Luisa Borella e Davide Novelli per PiperFilm.
Si tratta di una produzione PiperFilm – Picomedia – Less is More Produzioni, realizzata anche grazie al Bando Sviluppo della Calabria Film Commission.
Il comparto tecnico vede: fotografia di Diego Indraccolo, scenografia di Sonia Peng, costumi di Sara Fanelli, montaggio di Mirko Platania, musiche di Michele Braga
Sinossi
Una guida turistica e un’attrice “di insuccesso” accompagnano quattro detenute sul massiccio del Pollino, alla ricerca del Pino Loricato, simbolo di resilienza.
Il cammino si trasforma in un viaggio di trasformazione, fatto di incontri e cambiamenti, scandito da una musica che nasce passo dopo passo fino a diventare una voce collettiva capace di unire corpi, emozioni e storie diverse.
In una natura dura e bellissima, attraversata da una solidarietà inattesa, emergono frammenti di vite complesse, ferite aperte e il bisogno profondo di essere viste e ascoltate. Parlare, cantare, dare un nome alle proprie esperienze diventa un modo per sciogliere tensioni e ritrovare un senso di appartenenza.
Ma un evento improvviso rimette tutto in discussione, ricordando che raccontarsi può essere il primo passo verso qualcosa di più grande.
