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Tonno rosso, svolta storica per la pesca: più quote e 31 imbarcazioni autorizzate in Calabria

Il nuovo decreto triennale del Masaf ridisegna la gestione della pesca del tonno rosso, aumentando quote, imbarcazioni autorizzate e margini operativi. Per la Calabria si apre una fase attesa da anni, con 31 unità abilitate e nuove opportunità per l’intera filiera.

Nuove quote e ampliamento della flotta autorizzata
Una svolta significativa arriva per la pesca del tonno rosso con il nuovo decreto triennale del Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, che assegna all’Italia una quota complessiva superiore a 6.180 tonnellate annue e amplia il numero delle imbarcazioni autorizzate. Il provvedimento introduce un assetto più flessibile e moderno, aumentando i contingenti disponibili e aprendo nuove prospettive per un settore che per anni ha operato sotto rigide limitazioni.

Apertura alla piccola pesca costiera e sostegno alla filiera
Tra le principali novità figura l’apertura sperimentale alla piccola pesca costiera, con quote dedicate fino a 1,5 tonnellate per imbarcazione. Il decreto prevede inoltre una quota premiale per la filiera, destinata a sostenere le attività di trasformazione e valorizzazione del prodotto, con l’obiettivo di rafforzare l’intero comparto e favorire una gestione più equilibrata della risorsa.

Le ricadute per la Calabria
“In Calabria le imbarcazioni autorizzate sono 31: questo intervento colma un gap atteso da tempo e rappresenta un segnale concreto per il rilancio del settore”, ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo. “I sacrifici delle marinerie – ha aggiunto – hanno contribuito al recupero della risorsa e alla nuova fase di crescita”. L’assessore ha inoltre rivolto un ringraziamento al ministro Francesco Lollobrigida e al sottosegretario Patrizio La Pietra “per l’attenzione e il lavoro svolto a favore del comparto”.

Maggiore flessibilità nella gestione delle quote
Il decreto introduce anche strumenti più dinamici per la gestione delle quote, prevedendo la possibilità di trasferimenti tra operatori e margini di adattamento in base all’andamento delle catture. Un’impostazione che punta a rendere il sistema più efficiente, garantendo al tempo stesso sostenibilità e tutela della risorsa marina.