A Pianopoli, nella sede di via Roma 38, ieri sera non si è semplicemente presentato un libro. Si è creata un’atmosfera. Una di quelle rare, in cui le persone arrivano con curiosità e vanno via con qualcosa in più: un pensiero nuovo, un’emozione condivisa, un frammento di consapevolezza.
Il volume era Il dono e lo scambio, firmato dal compianto Dario Antiseri insieme a don Giacomo Panizza. Ma il vero protagonista è stato il dialogo che si è acceso attorno alle sue pagine.
Ad aprire l’incontro è stato Sandro Gallo, presidente dell’associazione Terra di Calabria. Le sue parole hanno subito dato il tono alla serata: «Questa sera stiamo vivendo un incontro che lascerà un segno profondo nella nostra comunità». Non era un’introduzione formale, ma un invito a sentirsi parte di un percorso culturale che il Caffè Letterario sta costruendo con pazienza e visione.
Poi la voce di don Giacomo Panizza ha portato il pubblico dentro il cuore del libro: il dono come gesto sociale, come responsabilità, come modo di stare al mondo. Una riflessione intensa, che ha intrecciato etica, comunità e quotidianità.
Il racconto si è spostato sul terreno dell’impresa con l’intervento di Pippo Callipo, che ha parlato di responsabilità nel lavoro con la concretezza di chi la vive ogni giorno. Le sue parole hanno aggiunto un tassello prezioso: lo scambio non è solo un concetto, ma un modo di agire.
A tenere insieme queste voci è stata la giornalista Marina Galati, che ha guidato la conversazione con delicatezza, lasciando spazio ai relatori e accompagnando il pubblico in un percorso chiaro e accessibile.
La musica dell’Arch. Amedeo Palmieri, con la sua chitarra Fingerstyle, ha aggiunto un respiro diverso alla serata, un momento di sospensione che ha reso tutto più armonico. Le riprese video curate da Enzo Cittadino hanno fissato ciò che le parole da sole non possono trattenere.
Il risultato è stato un incontro in cui esperienza sociale e visione imprenditoriale si sono toccate, creando un dialogo capace di restituire una prospettiva ampia sul tema dello scambio come fondamento delle relazioni umane.
A chiudere, le parole di Pasquale Leone, coordinatore del Caffè Letterario, hanno riportato tutti al senso profondo della serata:
«Serate come questa confermano la missione del nostro Caffè Letterario: creare spazi di pensiero, confronto e crescita condivisa, dove la cultura diventa un bene comune e un gesto di dono reciproco.»
E così, quando le luci si sono abbassate, è rimasta la sensazione che il dono – quello vero – fosse già avvenuto: nella condivisione, nell’ascolto, nella comunità che si riconosce.
