Nel cuore del quartiere sambiasino, si doveva rinnovare oggi uno degli appuntamenti più sentiti della tradizione religiosa locale: la processione dei Mistiari. Un momento che affonda le sue radici nel tempo, riportando tra le strade del quartiere le antiche statue del Seicento custodite nella Chiesa dell’Annunziata, simboli di una fede che attraversa le generazioni.
La celebrazione ha preso avvio nella Chiesa Matrice con l’Azione Liturgica in Passio Domini, momento centrale e profondamente significativo del triduo pasquale. Una liturgia intensa, caratterizzata non dalla consacrazione eucaristica, ma dall’adorazione della Croce, vissuta con partecipazione dai Padri Minimi e dall’intera comunità dei fedeli. Un gesto semplice ma potente, capace di raccogliere in sé il senso più autentico della fede cristiana.
A seguire, come dicevamo, si sarebbe dovuta snodare la processione tra le vie del quartiere ma il maltempo ha impedito che ciò accadesse.
I Padri Minimi hanno quindi deciso di rimanere in chiesa e continuare a pregare secondo quello che sarebbe stato lo schema della processione.
Così ogni statua, raffigurante le stazioni della Via Crucis, è stata portata dinanzi all’altare in un cammino condiviso, fatto di preghiere, canti e momenti di riflessione.
Non si è trattato soltanto di una rievocazione rituale, ma di un’esperienza collettiva capace di unire le persone al di là di ogni differenza, ricordando un’umanità che supera confini geografici e culturali.
Nonostante le basse temperature e il tempo incerto degli ultimi giorni, la partecipazione è stata numerosa e sentita. Tantissimi fedeli hanno scelto di esserci, spinti da un bisogno che va oltre la semplice tradizione: il desiderio di condividere un momento di comunione autentica, seguendo simbolicamente il cammino di sofferenza di Cristo.
Candida Maione










