Il 24 gennaio, in occasione della festa di San Francesco di Sales, il Terz’Ordine dei Minimi di Sambiase ha celebrato il proprio santo patrono con una solenne celebrazione eucaristica nel santuario di San Francesco di Paola.
La Santa Messa è stata presieduta da padre Vincenzo Arzente, correttore della comunità dei Minimi di Sambiase e padre assistente spirituale del Terz’Ordine dei Minimi (Tom). Durante l’omelia, il presule, partendo dal Vangelo del giorno, ha posto l’accento sul significato profondo della conversione, intesa come cambiamento di direzione: il bene, ha sottolineato, “è da tutt’altra parte”. La vera scommessa di Dio è la conversione dell’uomo, perché al Signore non interessa ciò che si è stati, ma ciò che si sceglie di essere da qui in avanti: se si cambia vita, il passato non conta.
Padre Arzente ha ricordato come il primo gesto di carità compiuto da Gesù sia l’annuncio della Parola. Cristo conosce il cuore dell’uomo e sa che non ha bisogno di una soddisfazione momentanea, ma di una stabilità permanente. Per questo annuncia la Parola, capace di donare una felicità duratura fondata sulla speranza, una speranza che va oltre ogni fragilità.
Nel contesto della Domenica della Parola di Dio, i fedeli sono stati invitati a riscoprire il valore della preghiera e ad accogliere l’insegnamento di Gesù: “prima la Parola”. È la Parola che salva, questo il suo senso più autentico. Al Signore, ha concluso il celebrante, bisogna chiedere il dono della Parola che salva, lasciandosi trasformare da essa attraverso un concreto cambiamento di vita.
San Francesco di Sales, celebrato come patrono del Tom, è stato ricordato anche per la sua profonda devozione a San Francesco di Paola: secondo la tradizione, portava il cordone, segno di umiltà e affidamento. Uomo di fede instancabile, non si è mai scoraggiato, confidando sempre nell’aiuto del Signore. Patrono dei giornalisti, San Francesco di Sales diffondeva la parola con fogliettini volanti per raggiungere i lontani.
Al termine della celebrazione, i terziari si sono ritrovati nei locali parrocchiali per vivere un momento di convivialità, tra musica, dialogo e condivisione, rafforzando il senso di appartenenza e di comunità.
C.M.
