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Lamezia, 'La Chiesa nel digitale': il Vescovo Parisi lancia un appello alla relazione autentica

Lamezia, ‘La Chiesa nel digitale’: il Vescovo Parisi lancia un appello alla relazione autentica

Lamezia Terme, formazione regionale per gli insegnanti di Religione: il Vescovo Parisi invita a “ritrovare la persona nell’era digitale”.

Una giornata intensa di riflessione e confronto quella che si è svolta oggi a Lamezia Terme, dove gli insegnanti di Religione cattolica si sono riuniti per un incontro di formazione regionale dedicato al tema “La Chiesa nel digitale”.

Lamezia, 'La Chiesa nel digitale': il Vescovo Parisi lancia un appello alla relazione autenticaAl centro dei lavori, le profonde sollecitazioni offerte dal Vescovo di Lamezia Terme, monsignor Serafino Parisi, che ha richiamato il ruolo educativo e testimoniale degli insegnanti in un tempo segnato da trasformazioni culturali e tecnologiche radicali.

“La forza del Cristianesimo passa dalla freschezza delle relazioni”

Monsignor Parisi ha invitato i docenti a custodire e trasmettere la ricchezza della tradizione cristiana non come semplice nozione, ma come esperienza viva, capace di generare relazioni autentiche: “La forza del Cristianesimo non è il catechismo, ma la freschezza delle relazioni empatiche e vere. È di questo che dobbiamo nutrirci contro un mondo che sembra non più di cartapesta, ma di vetro schermato”.

Un richiamo forte alla responsabilità educativa, che non può prescindere dalla qualità del rapporto umano.

Educare alla verità nell’agorà digitale

Il Vescovo ha poi sottolineato la necessità di una presenza critica e competente nel mondo digitale: difendere la profondità contro la superficialità, educare alla verità contro la manipolazione e formare coscienze critiche capaci di discernimento.

L’obiettivo, ha spiegato, è restituire all’individuo il desiderio di essere persona, superando l’anonimato dell’omologazione e la riduzione dell’altro a semplice immagine o profilo.

“Siamo condizionati da un algoritmo”

Lamezia, 'La Chiesa nel digitale': il Vescovo Parisi lancia un appello alla relazione autenticaMonsignor Parisi ha offerto una lettura lucida delle dinamiche culturali contemporanee: “Stiamo sostituendo Dio con un’altra divinità, alla quale siamo prostrati: l’illusione della libertà che ci viene offerta dagli algoritmi”.

Da qui l’urgenza di contrastare l’individualismo, definito “il grande dramma”, e di ricostruire comunità reali di persone, capaci di relazione e responsabilità reciproca.

La Chiesa come comunità incarnata

Richiamando il fondamento biblico dell’incarnazione, il Vescovo ha ricordato che: il Cristianesimo non è religione dell’astrazione, la fede custodisce l’unità tra corpo, relazione e parola e la parola digitale, una volta scritta, diventa permanente, trasformando il transitorio in definitivo.

Un monito a usare con consapevolezza gli strumenti digitali, senza rinunciare alla dimensione incarnata della fede.

L’intervento di Filippo Andreacchio

A seguire, la riflessione di Filippo Andreacchio, collaboratore Ucs della CEI e membro WECA, che ha evidenziato come, nell’epoca dell’intelligenza artificiale, la vera sfida sia antropologica, non tecnologica: “Non basta imparare nuovi strumenti. Occorre comprendere cosa significhi essere uomini e donne capaci di relazioni, discernimento e responsabilità”.

L’insegnamento della Religione cattolica, ha aggiunto, resta uno spazio privilegiato per educare all’umano, perché la verità passa attraverso l’incontro profondo tra persone.

La celebrazione eucaristica

L’incontro, moderato da don Emanuele Leuzzi, direttore del Servizio regionale per Educazione, Scuola e Università, si è concluso con la Santa Messa presieduta dal Vescovo.
Nell’omelia, monsignor Parisi ha richiamato il senso del cammino quaresimale: “La Quaresima ci invita a riscoprire la centralità della Parola di Dio e a guardarci allo specchio della coscienza, senza maschere, per riconoscere la potenza del limite e la fragilità che ci rende creature”.