Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha dato esecuzione all’applicazione della misura di prevenzione dell’amministrazione giudiziaria nei confronti di sei imprese con sede in Calabria e nel Lazio, facenti capo a un imprenditore risultato in stretti rapporti di contiguità con la locale criminalità organizzata.
Settori coinvolti e valore delle imprese
Si tratta di attività imprenditoriali attive nel settore dell’edilizia e del mercato immobiliare, con un valore complessivo stimato in oltre 10 milioni di euro.
Origine del provvedimento e indagini
Il provvedimento, emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, è l’esito di una complessa indagine patrimoniale condotta dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Reggio Calabria, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica. L’attività si è basata sulle risultanze investigative — tra cui dichiarazioni di collaboratori e testimoni di giustizia e alcune conversazioni intercettate — emerse nell’ambito delle istruttorie della Direzione Distrettuale Antimafia, in particolare nell’operazione “ATTO IV” del 2023.
Profilo dell’imprenditore coinvolto
Secondo il Collegio che ha disposto la misura, la figura del proposto appare, allo stato del procedimento, quella di un imprenditore consapevole delle regole mafiose e della necessità di mantenere “buoni rapporti” con i mafiosi per poter lavorare in un territorio contaminato dalla criminalità organizzata, evitando ostacoli o ritorsioni.
Rapporti con la cosca e dinamiche di protezione
Il medesimo imprenditore, pur essendo vittima di estorsione, avrebbe beneficiato della protezione di una cosca egemone di Reggio Calabria, alla quale avrebbe offerto la propria disponibilità attraverso comportamenti improntati a reciproci favori. Il capo del sodalizio criminale lo avrebbe persino informato delle sue attività estorsive e delle difficoltà nel reperire denaro utile alla cosca e al mantenimento dei detenuti.
Condizione di intimidazione e rischio di infiltrazione
Il Tribunale ha ritenuto che siano stati raccolti elementi idonei a far presagire una condizione di intimidazione, assoggettamento e agevolazione mafiosa strutturale delle “economie criminali”, tale da legittimare l’amministrazione giudiziaria.
Rilevando il pericolo di infiltrazione mafiosa nelle società riconducibili all’imprenditore, è stata disposta la misura di prevenzione per avviare un percorso di bonifica e reinserimento nell’economia legale.
Finalità dell’amministrazione giudiziaria
L’istituto dell’amministrazione giudiziaria mira, attraverso un’attività di vigilanza preventiva, alla bonifica e al recupero delle società esposte al rischio di asservimento alla criminalità organizzata, favorendone il successivo reinserimento nel tessuto economico legale. Il tutto avviene mediante una ponderazione tra la libertà d’impresa e la salvaguardia della legalità delle attività economiche.
