Catanzaro Lido, inseguimento ad alta velocità: arrestato 34enne per fuga pericolosa e resistenza a pubblico ufficiale.
L’avvio dell’inseguimento
Nel tardo pomeriggio del 23 aprile 2026, i Carabinieri della Stazione di Catanzaro Lido hanno arrestato un uomo ritenuto responsabile di fuga pericolosa e resistenza a pubblico ufficiale, al termine di un inseguimento sviluppatosi lungo alcune delle principali arterie del quartiere marinaro.
Intorno alle 18:10, una pattuglia in servizio su Viale Magna Grecia ha notato un’auto sospetta ferma in coda dietro un autobus di linea. I militari hanno deciso di procedere al controllo, intimando l’alt con i dispositivi di segnalazione.
Alla vista dei Carabinieri, l’uomo avrebbe invece accelerato bruscamente, superando l’autobus e dandosi alla fuga.
La corsa tra le vie del quartiere
Da quel momento è iniziata una corsa ad alta velocità tra le vie del centro, durante la quale il conducente ha effettuato manovre estremamente pericolose, procedendo anche contromano e mettendo a rischio la sicurezza di automobilisti e pedoni.
L’inseguimento si è concluso quando l’uomo, rimasto senza via di fuga in una strada particolarmente stretta, è stato bloccato tra l’auto dei Carabinieri sopraggiunta alle sue spalle e un altro veicolo proveniente dal senso opposto.
L’arresto e le misure disposte
Il conducente, un 34enne catanzarese, è stato arrestato e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sottoposto agli arresti domiciliari.
All’esito del giudizio direttissimo, il Giudice del Tribunale di Catanzaro ha convalidato l’arresto, applicando la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Ulteriori irregolarità riscontrate
Dai controlli successivi è emerso che l’uomo non aveva mai conseguito la patente, mentre il veicolo era privo di copertura assicurativa.
Per tali violazioni sono state elevate le relative sanzioni amministrative e il mezzo è stato sottoposto a sequestro.
Presunzione di innocenza
Si precisa che il procedimento penale pende nella fase delle indagini preliminari e che, per l’indagato, vige il principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.
