Vibo Valentia, sequestrata maxi‑rimessa abusiva di imbarcazioni: 34 natanti, rifiuti pericolosi e gravi violazioni ambientali. Denunciati i responsabili

Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto – Guardia Costiera e Polizia Locale di Vibo Valentia hanno sequestrato un capannone di oltre 1.800 mq adibito a rimessaggio abusivo di imbarcazioni. Accertate violazioni ambientali e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Denunciati i presunti responsabili.

La scoperta del capannone e dei mezzi custoditi abusivamente
Nel corso di un’operazione congiunta, Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto – Guardia Costiera e Polizia Locale hanno sequestrato un capannone di oltre 1.800 metri quadrati utilizzato come rimessaggio abusivo di imbarcazioni. All’interno dell’area sono stati rinvenuti 34 natanti, 13 autoveicoli, 22 motori marini e numerose attrezzature da officina, disposte lungo tutta l’ampiezza del capannone su rimorchi, cavalletti, invasi nautici e altri sistemi rudimentali, con l’obiettivo di massimizzare la capienza e la rendita dell’attività illecita.

Violazioni ambientali e condizioni strutturali critiche
Durante il sopralluogo, gli operatori hanno riscontrato le pessime condizioni della struttura, gravemente ammalorata soprattutto nella copertura. Sono stati inoltre rinvenuti numerosi rifiuti pericolosi e non pericolosi, accumulati senza alcuna distinzione e privi di qualsiasi sistema di tracciabilità, delineando un quadro di totale non conformità ai requisiti di sicurezza, igiene e tutela ambientale previsti dalla normativa vigente.

Sequestro dell’area e denuncia dei responsabili
L’attività, completamente priva delle necessarie autorizzazioni amministrative e ambientali, è stata immediatamente posta sotto sequestro. I presunti responsabili sono stati denunciati per le violazioni accertate, comprese quelle relative al cambio di destinazione d’uso del terreno e del fabbricato, oltre che per la gestione illecita dei rifiuti e l’assenza dei titoli autorizzativi richiesti.

Tutela dell’ambiente e legalità economica
L’operazione conferma il costante impegno delle Istituzioni nella tutela dell’ambiente, della legalità economica e della sicurezza nei luoghi di lavoro, a salvaguardia della salute pubblica e della concorrenza tra operatori.
Si precisa che, ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca e nel rispetto dei diritti degli indagati, il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e i soggetti coinvolti devono essere considerati presunti innocenti fino a sentenza irrevocabile, potendo il giudizio concludersi anche con l’assenza di responsabilità e la restituzione di quanto sequestrato.