Guardia di Finanza: nel 2025 duro colpo al lavoro nero, al caporalato e alle frodi sulla manodopera

La Guardia di Finanza traccia il bilancio dell’attività svolta nel 2025 nel contrasto al lavoro nero, allo sfruttamento lavorativo e ai fenomeni di illegalità economica legati alla gestione illecita della manodopera.
Un anno intenso, caratterizzato da indagini complesse, sequestri milionari e un’azione capillare che ha permesso di intercettare migliaia di situazioni irregolari e di tutelare i diritti dei lavoratori e la concorrenza leale tra le imprese.

Nel corso del 2025 i Reparti del Corpo hanno individuato circa dodicimila lavoratori completamente in nero e sedicimila lavoratori irregolari, accertando l’emissione di fatture per operazioni inesistenti legate a meccanismi di esternalizzazione illecita della manodopera per un valore di circa novecentoottanta milioni di euro. L’attività investigativa ha portato alla denuncia di settecentosettantaquattro persone per reati tributari, dieci delle quali arrestate, e all’esecuzione di sequestri per centottantasei milioni di euro. Sul fronte dello sfruttamento lavorativo, sono state denunciate centoventotto persone per caporalato, con cinque arresti e oltre milleduecento lavoratori vittime accertate. Ulteriori indagini hanno riguardato il favoreggiamento delle condizioni di illegalità dello straniero e l’impiego di cittadini extracomunitari privi di permesso di soggiorno, con decine di soggetti denunciati.

L’azione della Guardia di Finanza si è concentrata sia sul fenomeno del lavoro nero, caratterizzato da rapporti completamente non dichiarati, sia sulle forme di lavoro irregolare che, pur presentando una parvenza di regolarità formale, nascondono condizioni economiche e contrattuali difformi da quelle previste. L’obiettivo non è stato soltanto reprimere le violazioni in materia lavoristica, ma anche intercettare circuiti più ampi di illegalità economica che danneggiano l’erario, alterano la concorrenza e comprimono i diritti dei lavoratori. In quest’ottica, i controlli sono stati orientati al recupero di imposte e contributi evasi e all’aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati.

Il dispositivo operativo ha compreso ispezioni amministrative, indagini di polizia giudiziaria, analisi di rischio elaborate dai Reparti Speciali e un’intensa attività di controllo economico del territorio. Particolare rilievo ha assunto l’attività di intelligence, fondamentale per individuare i fenomeni più diffusi e insidiosi e indirizzare in modo mirato gli interventi. L’attenzione si è concentrata soprattutto sui sistemi di interposizione illecita di manodopera, spesso realizzati attraverso società “serbatoio” create per abbattere artificialmente il costo del lavoro mediante il mancato versamento di imposte e contributi. Si tratta di meccanismi fraudolenti che generano gravi distorsioni del mercato, favoriscono forme di dumping salariale e determinano condizioni di precarietà per i lavoratori coinvolti.

Il 2025 è stato segnato anche da importanti operazioni condotte in diverse regioni italiane. A Milano, nel mese di gennaio, il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria ha eseguito un sequestro preventivo da quarantasei milioni di euro nei confronti di una società del settore trasporti e spedizioni, accusata di aver utilizzato fatture false per simulare contratti di appalto e mascherare una reale somministrazione di manodopera. A Torino, nel mese di settembre, un’altra indagine ha portato al sequestro di ventisei milioni e mezzo di euro nei confronti di nove persone fisiche e dieci società, ricostruendo un vasto sistema di somministrazione illecita di manodopera nel settore della logistica, con oltre cento milioni di euro di fatture false scambiate tra il 2018 e il 2023. A Reggio Emilia, nel mese di febbraio, un’operazione di portata nazionale ha permesso di sequestrare settanta milioni di euro, disvelando un’associazione a delinquere che coinvolgeva centinaia di aziende e professionisti, responsabili di frodi fiscali, cessione di crediti inesistenti, somministrazione illecita di manodopera e truffe ai danni dello Stato. A Biella, infine, un’indagine avviata dopo la denuncia di un operaio straniero vittima di un grave incidente sul lavoro ha portato alla scoperta di condizioni di sfruttamento estremo, con turni massacranti, assenza di riposi, condizioni igieniche precarie e minacce nei confronti dei lavoratori.

Il bilancio del 2025 conferma il ruolo centrale della Guardia di Finanza nella tutela della legalità economica e nella lotta alle forme più insidiose di sfruttamento e criminalità economica. L’impegno del Corpo ha permesso di proteggere i lavoratori, difendere le imprese oneste, contrastare la concorrenza sleale e salvaguardare le risorse pubbliche, contribuendo a rafforzare un mercato del lavoro più equo, trasparente e rispettoso dei diritti fondamentali.