Un grande progetto culturale unisce Aiello Calabro e Cosenza per riportare al centro della scena Pietro Barbalonga, maestro della Tarda Maniera, attraverso mostre, documenti d’archivio e approfondimenti scientifici che ne valorizzano l’eredità artistica e il ruolo nella storia culturale calabrese.
La riscoperta di un maestro tra Aiello e Cosenza
Un articolato progetto di riscoperta e valorizzazione accende i riflettori su Pietro Barbalonga, definito “grande maestro della Tarda Maniera”. L’iniziativa, promossa dal Comune di Aiello Calabro con la cura scientifica dello storico dell’arte Gianfrancesco Solferino, ha trovato una prestigiosa cornice espositiva a Cosenza grazie alla collaborazione con l’Archivio di Stato. Le celebrazioni hanno preso avvio il 23 aprile ad Aiello, nel quarto centenario della morte dell’artista, con una conferenza di approfondimento storico-artistico, proseguendo poi con la mostra fotografica allestita a Palazzo Cybo.
La mostra a Cosenza e la Notte degli Archivi
Dal 5 giugno, la mostra “Bizzarre invenzioni tra architettura e scultura. Pietro Barbalonga artista della Tarda Maniera ad Aiello Calabro” è approdata a Cosenza in occasione della Notte degli Archivi, all’interno del festival nazionale Archivissima, nel chiostro dell’Archivio di Stato. L’esposizione, organizzata dal Comune di Aiello e ospitata dall’Archivio, resterà visitabile fino alla prima decade di luglio. La direttrice Maria Spadafora ha espresso “grande soddisfazione per l’ampia partecipazione e per i tanti riscontri positivi ricevuti”, sottolineando l’interesse crescente verso il patrimonio documentario del territorio.
Il riconoscimento istituzionale e il valore culturale
Il sindaco di Aiello, Luca Lepore, ha evidenziato come la mostra rientri nel progetto “Sentieri d’Arte”, definendola “un lavoro nato dal desiderio di valorizzare e far conoscere sempre di più la figura e l’opera di un artista che ha segnato profondamente la nostra storia e la nostra identità culturale”. Lepore ha aggiunto che vedere Barbalonga protagonista di un evento di tale prestigio rappresenta un motivo di orgoglio per l’intera comunità aiellese.
La mostra documentaria dell’Archivio di Stato
Parallelamente alla mostra fotografica, l’Archivio di Stato di Cosenza ha allestito una propria esposizione documentaria, inaugurata il 4 maggio e tuttora aperta, che consente a visitatori e studiosi di consultare preziosi documenti originali fondamentali per ricostruire il contesto storico in cui operò il maestro siciliano. Un percorso complementare che arricchisce la comprensione dell’artista e del suo tempo.
Il nuovo appuntamento scientifico del 19 giugno
Le iniziative proseguiranno con un nuovo approfondimento scientifico in programma venerdì 19 giugno 2026, alle 17.30, presso la sede dell’Archivio di Stato. Dopo i saluti istituzionali di Raffaele Traettino, Maria Spadafora, Vincenzo Antonio Tucci e Luca Lepore, il dibattito entrerà nel vivo con gli interventi della stessa Spadafora, di Gianfrancesco Solferino, dell’architetto Dina Caligiuri e dello storico dell’arte Mario Panarello. I lavori saranno introdotti e moderati dal giornalista Bruno Pino.
Un progetto condiviso e sostenuto dal territorio
Le celebrazioni barbalonghiane, sostenute dall’impegno del sindaco Lepore, della vice Olga Terranova, della Giunta e dell’Amministrazione comunale, con la direzione artistica di Angelica Pedatella e la guida scientifica di Gianfrancesco Solferino, sono realizzate nell’ambito di un progetto finanziato tramite l’avviso “Attività Culturali – Annualità 2025” con risorse POC 2014/2020 della Regione Calabria. L’iniziativa gode del patrocinio morale di numerosi enti religiosi, culturali e comunali.
Un invito alla scoperta di un protagonista dell’arte calabrese
Gli appassionati di arte e cultura sono invitati a visitare le due mostre, quella fotografica nel chiostro e quella documentaria dell’Archivio, per riscoprire la grandezza di un artista che ha lasciato un segno profondo nella storia artistica calabrese. L’anno barbalonghiano proseguirà nei prossimi mesi con ulteriori appuntamenti.
Profilo dell’artista
Pietro Barbalonga, scalpellino e scultore messinese attivo tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento, giunse ad Aiello nel 1596 su invito di Alfonso Cybo, realizzando la cappella nella chiesa di Santa Maria delle Grazie insieme ai soci Giovan Battista Cioli e Andrea Matini. Stabilitosi definitivamente nel feudo, dove sposò Isabella Giannuzzi nel 1609, divenne figura centrale nella vita artistica locale, ricevendo prestigiose commissioni per cappelle, monumenti funebri e opere architettoniche, tra cui i rilievi di Palazzo Cybo Malaspina e la progettazione del convento di Santa Chiara. Artista e architetto, fondò una propria bottega e formò numerosi apprendisti, lasciando un’eredità che segna la transizione tra Rinascimento e Barocco. Morì ad Aiello il 23 aprile 1626, venendo tumulato nella Chiesa Matrice, testimonianza del prestigio raggiunto nella comunità.

