Davanti a un folto pubblico, si è svolto nel Teatro Franco Costabile di Lamezia Terme il primo appuntamento della rassegna culturale Il Sabato del Villaggio, giunta alla ventesima edizione. Protagonista dell’evento il pianista di fama internazionale Emilio Aversano, noto al pubblico degli appassionati per le sue maratone musicali.
Durante la serata, Aversano, introdotto dal direttore artistico Raffaele Gaetano, ha regalato ai presenti uno degli incontri più emozionanti della rassegna. Un viaggio fatto di tanti viaggi che, partendo dall’esecuzione di brani di Bach e Beethoven, con i loro continui riferimenti alla forza travolgente della natura, ha condotto ai grandi compositori del periodo romantico come Chopin e Liszt, per arrivare poi a Wagner e Schubert. Un evento affascinante e inedito che ha rapito il pubblico presente in un meraviglioso vortice di parole e musica lungo le stazioni più alte della bellezza.
Un altro prezioso appuntamento, questo del Sabato del Villaggio con Emilio Aversano, che contribuisce all’arricchimento culturale della nostra Regione.
La rassegna Il Sabato del Villaggio ritorna sabato 28 marzo, presso la chiesa di San Domenico di Lamezia Terme, con un altro attesissimo evento, quello con l’attrice e autrice teatrale Lucilla Giagnoni sul tema della Speranza.
Grande emozione per il traguardo raggiunto è stata espressa dal direttore artistico della rassegna, Raffaele Gaetano: «Vent’anni di rassegna rappresentano per noi un traguardo importante e questa sera sono particolarmente emozionato. Siamo riusciti in questa impresa partendo dal piccolo, dal “Pidocchietto”, fino ad arrivare a spazi sempre più grandi, perché la gente è affamata di cultura. In questi anni abbiamo proposto una cultura fatta di filosofia, musica, politica, storia, con tanti ospiti diversi davanti a una platea eterogenea.
Alcuni di questi grandi protagonisti oggi non ci sono più, come Antonino Zichichi, scomparso da poco. Persone che restano per noi stelle polari, capaci di continuare a irradiare la loro luce.
Sarà un’edizione piena e ricca di nomi e di contenuti. Questa sera iniziamo con un artista internazionale: abbiamo scelto un tema obliquo rispetto alla musica, perché il maestro Aversano è noto per la sua capacità di raccontarla. Non c’è dubbio che gran parte della musica abbia a che fare con la filosofia, e questo dialogo tra le arti è ciò che abbiamo sempre cercato di proporre in questi vent’anni».
