Il 24 luglio ai Laghi di Sibari presentazione del libro di Gregorio Corigliano “Nero di Seppia”

Il prossimo 24 luglio, nella splendida cornice dei Laghi di Sibari, il giornalista Gregorio Corigliano, già capo redattore della sede Rai Calabria, si racconta in “Nero di Seppia”. Il mare…

Il prossimo 24 luglio, nella splendida cornice dei Laghi di Sibari, il giornalista Gregorio Corigliano, già capo redattore della sede Rai Calabria, si racconta in “Nero di Seppia”.

Il mare e il giornalismo, due amori che s’intrecciano nella sua vita. Nato a San Ferdinando, in provincia di Reggio Calabria e pur residente a Cosenza, con il suo Comune natio, non ha mai reciso il cordone ombelicale. Il romanzo “Nero di Seppia”, e’ il libro in cui il giornalista Gregorio Corigliano racconta sé stesso e la sua vita da “marinaio”. Lo fa con una delicatezza inusitata, con un linguaggio d’altri tempi, che trasuda di nostalgia, di emozioni per le cose perdute, di ricordi atavici forti, di leggende e di novelle sempre attuali, ma lo fa soprattutto con un garbo ed un “senso di rispetto” verso il mare, che ha segnato profondamente la sua vita.
La sua fatica letteraria, sarà presentata Domenica 24 luglio, alle ore 20, presso il Bar Ristorante(Lux – Lounge & Yatch Club) località Laghi di Sibari. L’iniziativa è promossa dal Centro Studi “Giorgio La Pira”, di Cassano All’Jonio, nell’ambito della prima edizione “Libro d’estate”.
I lavori saranno introdotti dal giornalista Francesco Garofalo, a cui seguiranno i saluti di Luigi Guaragna, presidente dell’Associazione Laghi di Sibari e Ferruccio Lione, presidente della sezione Lega Navale, dell’importante centro nautico. Dialoga con l’autore, il giornalista dell’Ansa e corrispondente del “Quotidiano del Sud”, Antonio Iannicelli.  “E quell’uomo riempie i suoi taccuini di nero di seppia e i fogli si bagnano di storie e narrazioni che sanno d’infanzia,di adolescenza e di una vita che cresce. E quel nero di seppia lentamente si fa osservazione del mondo e racconta altre storie perché quell’uomo, l’uomo del mare, diventa  giornalista e le sue pagine si fanno mondo e storie di umanità, spesso dolorosa e dolente. Ma anche ironica, eroica, immaginifica, progressiva, scottante. Perché un giornalista dipinge nei suoi taccuini il mondo tutto con le sfaccettature più diverse”. Ma Corigliano, va oltre la sua San Ferdinando. Racconta la Calabria, la storia politica e sociale, i fallimenti di una Regione, che ancora oggi fa i conti con un passato pieno di ombre. Una narrazione fatta anche di tanti annedoti, che la rendono ancora più affascinante sotto molteplci aspetti.

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