Lamezia, oggi presentazione del libro di Ciccio Scalise “Rimimbrandu”

Si terrà oggi alle ore 18.30, presso il salone parrocchiale del Santuario San Francesco da Paola, la presentazione dell’ultima fatica letteraria del poeta in vernacolo, Ciccio Scalise, “Rimimbrandu” edito GrafichÉditore.

Un gruppo di amici nella cornice tanto cara della parrocchia, declameranno con la magia del sottofondo musicale dei maestri Tonino e Gianfranco Cavalieri, alcune delle ultime poesie del maestro Scalise, accendendo i riflettori sulla vita della quale egli coglie ogni tonalità, riuscendone a trasformare in colore, anche le chiazze più scure.

Un testo, inserito nella collana Calliope del direttore Italo Leone, che rende giustizia al passato, ed a tutti quei valori che resistono alle intemperie ed al trascorrere del tempo che inesorabile trasforma la scena ma non scalfisce i cuori.

Un documento del nostro passato recente – sottolinea Vittoria Butera nella sua prefazione al libro – che sembra remoto essendosi verificata un’evoluzione inusitata nella società attuale dietro l’input ammaliante della tecnologia e della comunicazione globale.

Un testamento spirituale quello del poeta Scalise alla frenetica realtà dei giovani, chiedendo loro di non essere ostaggio del tiranno tempo ma di assaporarne ogni istante, ogni incontro, ogni tramonto ma soprattutto ogni alba.

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Accanto ad una missione letteraria di Ciccio Scalise, “ambasciatore del passato presente”, tesa a restituire dignità culturale al dialetto, quale strumento di incisiva comunicazione, vi è nella seconda parte del libro, – ci ricorda Vittoria Butera – , il dolore paterno del poeta che ha perso un figlio e ne rende immortale il ricordo con la poesia, alla cui voce Ugo Foscolo affida il ruolo di superare il silenzio del tempo e che Orazio definisce “un monumento più resistente del bronzo.

La serata sarà supportata dalla compagnia teatrale lametina, “G. Vercillo” che ricorderanno inoltre, proprio il padre minimo nell’anniversario della sua dipartita, avvenuta lo scorso il 23 novembre 1990. Una serata in cui nulla sarà lasciato al caso ma che tutto convergerà nel medesimo destino umano di fratelli e sorelle, sull’esempio di giganti dell’amore, durante la quale, il poeta dialogherà con la professoressa Butera ed il maestro Polopoli.