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Lamezia, al via “RiCrii XXII” la stagione teatrale 2025/26 al TIP Teatro

Lamezia, al via “RiCrii XXII” la stagione teatrale 2025/26 al TIP Teatro

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“…non so dove vado, non so perché sorrido…” un antico detto medievale, recentemente citato da filosofi come Vito Mancuso, e che esprime la letizia e l’accettazione del mistero della vita e dell’esistenza. Più che una citazione, una invocazione che contiene i sensi di questa ventiduesima edizione di “RiCrii”. Ancora una volta Ri-Creiamo il presente, questo presente così distante… da quello immaginato.

Dieci spettacoli di Teatro Contemporaneo, da novembre 2025 ad aprile 2026, dieci cangianti prospettive di osservazione: dalla Resistenza, al Dubbio, dalla Memoria, al Dolore, alla Ribellione, dall’Ancestrale alla Diversità, dalle stanze di “Barbablù” alle fotografie “Deteriorate” da corrosioni che rimodellano le figure come in un carosello danzante. Il tutto come sempre, nel Cantiere del TIP Teatro Biblioteca.

Lamezia, al via “RiCrii XXII” la stagione teatrale 2025/26 al TIP TeatroSi parte il 9 novembre alle ore 18:00 con “Boxeur”, con Stefano Pietro Detassis e la regia e drammaturgia di Maura Pettorusso. Pluripremiata produzione Pequod-TeatroE, direttamente da Trento. Uno spettacolo che parla di un incontro di boxe, di coraggio, di antifascismo e anti-nazismo. Ma soprattutto uno spettacolo per non arrendersi mai perché l’impossibile non è per sempre. Boxeur è stato semifinalista al Premio Tuttoteatro.com

Dante Cappelletti 2023, premiato Retablo ETS al Milano Off Fringe 2024 e menzione speciale al Dundee Festival, nomination Thessalonike Festival – Sezione Avignone Le Off 2024.

Doppia replica, il 15 novembre alle 21:00 e il 16 novembre alle 18:00 per “Eterno Ripetersi Banale”, co-produzione Pilar Ternera-Compagnia A.D.D.A., da Livorno, con Matteo Risaliti, Matteo Ceccantini, Leonardo Ceccanti e regia di Matteo Ceccantini. Uno spettacolo che si interroga sui nostri gesti e sulle nostre azioni, sulla nostra stessa esistenza che è minacciata nel suo più intimo significato dal confronto con l’eterno e il nulla.

Spettacolo vincitore dell’XI premio LiNUTILE del Teatro e del Festival Inventaria 2024.

Il 7 dicembre alle 18:00, grande attesa per “A(r)mo”, con Renata Falcone scritto da Tiziana Bianca Calabrò e la regia di Basilio Musolino, una produzione Ucrìu- Teatro Proskenion. Lo spettacolo racconta del cimitero di Armo, dove sono sepolti i migranti morti in mare. Carmen è davanti alla tomba di un ragazzo senza nome da lei ribattezzato Carlo Alberto, come l’innamorato suo di tanto tempo fa, e sgrana come un rosario i ricordi di tutta una vita.

Altra doppia replica per il 13 dicembre alle 21:00 e il 14 dicembre alle 18:00 con “Magaria. Elegia di un mondo perduto”, con Francesco Gallelli e Gianluca Chiera, scritto da Eliana Iorfida e Francesco Gallelli, co-produzione Agartha-Mana Chuma. Magarìa esplora la dimensione atemporale e globale uomo-natura, sacro-profano, inscenando un mondo antico e occulto, fatto di ritualità più che superstizione, sopravvissuto in alcune province del Mediterraneo (dalla Calabria al Nord Africa).A fine anno, il 27 dicembre alle 21:00 e il 28 dicembre alle 18:00, e dopo il successo che continua a riscuotere con la sua tournée, torna la nuova produzione di Scenari Visibili, lo spettacolo “Di Tutti i Colori”, scritto e interpretato da Dario Natale e con i paesaggi sonori di Alessandro Rizzo. Saro, in vita sua ne ha viste davvero tante, sia in tempo di pace che di guerra. Sa che non potrà mai collegare il suo passato a questo presente dai valori rovesciati, dove smarrita è la misura del limite e del degrado, ma sa che al prossimo lampo aprirà il libro delle meraviglie: la vita che ha vissuto.

Dopo una pausa a gennaio, si riparte l’1 febbraio 2026 alle ore 18:00 con Diego Frisina e la satira pungente di “Ho rapito Paolo Mieli”, co-prodotto con Fortezza Est di Roma. Il progetto di questo spettacolo è frutto di un moto di ribellione. Risulta sempre più evidente agli occhi e alle orecchie di tutti, la spaccatura tra establishment economico-politico e opinione pubblica. La spaccatura è specialmente evidente nei mezzi di informazione, siano essi giornali o trasmissione televisive. In reazione a questo sistema, che non è così improprio definire corrotto, è stato pensato e scritto questo spettacolo. Lo spettacolo è uno dei vincitori del bando “Pillole #tuttoin12minuti” indetto da Fortezza Est.

Appuntamento imperdibile, il 15 febbraio alle 18:00 con uno degli spettacoli più acclamati degli ultimi vent’anni e per la prima volta a Lamezia Terme, “Le mille bolle blu” diretto e interpretato dal noto attore siciliano Filippo Luna, e scritto da Salvatore Rizzo.

Una produzione Nutrimenti Terrestri, di Messina. Una storia d’amore omosessuale, clandestina, nata nella Palermo degli anni Sessanta che va avanti, parallela ad una vita cosiddetta “normale”, per trent’anni: è il tema de “Le mille bolle blu”, monologo scritto dal giornalista Salvatore Rizzo, interpretato e diretto da Filippo Luna. “Le mille bolle blu”, ha debuttato al Nuovo Montevergini del capoluogo siciliano e, dopo una serie di fortunate repliche, è stato ospitato da diversi teatri pubblici e privati in varie regioni italiane (dalla Lombardia al Veneto, all’Umbria) e in diversi festival (dalle Orestiadi di Gibellina a Taormina Arte). Per l’interpretazione di questo monologo, il protagonista, Filippo Luna, ha ricevuto il Premio dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro 2010 per aver realizzato “una perfetta sintesi scenico- attorale di emozione e disincanto”.

Il 20 febbraio – unica data prevista di venerdì – alle 21:00 arriva “Barbablù”, con Benedetta Brambilla e Sebastiano Sicurezza, la regia è di Michele Losi, una produzione Campsirago Residenza da Lecco. L’origine della figura di Barbablù, trascritta e resa celebre da Charles Perrault, si perde nella notte dei tempi, nel patrimonio folklorico e nella trasmissione orale; Barbablù appartiene al mondo dell’immaginario collettivo, è un archetipo che incarna metaforicamente il male, si camuffa continuamente, si insinua e imperversa iconoclasticamente rinascendo ogni volta in nuove immagini di sé.

Doppia replica, il 21 marzo alle 21:00 e il 22 marzo alle 18:00 con “Cuori”, in scena Francesco Bernava e Alice Sgroi, la regia di Nicola Alberto Orofino per una produzione mezzARIA, da Catania. Sopra un tavolo pieno di giocattoli, un soldatino di stagno con una gamba sola incontra una ballerina di carta immobile su un piede. Si guardano, si riconoscono, si innamorano… La storia della ballerina e del soldatino nella versione di HansChristian Andersen e nella emozionante trascrizione epistolare di Barbara Nativi, sono il pre-testo di uno spettacolo dai tanti linguaggi scenici – musica, prosa, danza, poesia – che si integrano nel racconto talvolta fondendosi e talvolta scontrandosi.

Chiusura in grande con lo spettacolo performativo e le foto di “Deteriorate”, il 12 aprile alle 18:00, di e con Salvatore Insana e Elisa Turco Liveri, un progetto Dehors-Audela.

Fotografie deteriorate da corrosioni che rimodellano le figure. Una continua metamorfosi.

Un magma corrosivo che esclude alcuni elementi, interroga l’ordine degli oggetti all’interno dell’immagine, agendo lentamente nel tempo. Reazioni chimiche in dialogo con le ambiguità del passato. Deteriorate nasce da una approfondita esplorazione dell’archivio del fotografo calabrese Totò Musolino.

Tutti gli spettacoli sono già acquistabili in prevendita su diyticket.it. La stagione è organizzata anche grazie al sostegno e al contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Calabria e Lucania.


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