Un musical originale, nato tra i banchi di scuola e ispirato al Museo Archeologico Lametino, ha incantato un’aula magna gremita. Gli alunni dell’Istituto Gatti‑Manzoni‑Augruso hanno trasformato un romanzo in uno spettacolo intenso, poetico e identitario, celebrando arte, territorio e memoria.
Un musical che diventa dono alla comunità
«Il tempo non cancella i legami, ma li trasforma in eternità». Con questo messaggio gli alunni dell’Istituto Gatti‑Manzoni‑Augruso di Lamezia Terme hanno regalato alla comunità scolastica un musical ispirato al Museo Archeologico Lametino. Sul palco dell’aula magna, gremita di spettatori, si sono esibiti gli studenti delle seconde classi del plesso Manzoni e della classe V della primaria Pietà, incantando il pubblico con recitazione, canto e scenografie frutto di mesi di preparazione pomeridiana. Lo spettacolo, tratto dal romanzo Tra i flutti della bassa marea di Antonietta Vincenzo, è stato realizzato nell’ambito del progetto “Armonie di scene”, guidato dai docenti di strumento musicale Vittorio Viscomi, Monica Sdanganelli e Valeria Piccirillo, con la regia delle docenti Marinella Gambino e Cinzia Iuffrida.
Una sfida pedagogica che unisce musica, storia e identità
«Lo spettacolo Le radici del tempo – spiega la dirigente Antonella Mongiardo – nasce da un progetto mirato allo sviluppo di competenze trasversali e alla conoscenza del territorio». Un percorso interdisciplinare che ha permesso agli alunni di collegare musica e narrativa, storia e archeologia, tradizione e modernità. Le registe Gambino e Iuffrida hanno sottolineato la sfida più grande: trasferire al pubblico i messaggi profondi del romanzo, dalla concezione del tempo come cerchio infinito all’attrazione che la Calabria esercita su chi la scopre per la prima volta, fino all’amore che supera i confini della vita.
La storia prende vita sul palco tra musica e emozioni
I giovani attori – Clara Finiguerra, Davide Gigliotti, Marco Lanzo, Mohamed Chaoui, Clara Petranetti, Aurora De Sensi e Gioia Falvo – hanno dato voce alle vicende di Valentina e Lucio, ricreando l’atmosfera onirica del romanzo in un viaggio tra scienza e sogno. La storia si svolge nel Museo Archeologico, dove Valentina, impegnata nella tesi, incontra Lucio, giovane archeologo dal passato misterioso. La recitazione è stata accompagnata dalla musica degli strumentisti Vittorio Viscomi, Valeria Piccirillo, Vincenzina Pagani e Ilenia Scalise, che hanno eseguito brani originali, mentre Mariagiusy Angilletta ha emozionato il pubblico con La cura di Battiato. A seguire, l’esibizione del coro degli alunni della primaria Pietà, diretti da Sergio Gambino e Valentina Mazzocca.
Il romanzo prende corpo e la scuola diventa comunità culturale
«Vedere i personaggi uscire dalle pagine e prendere vita è un’emozione indescrivibile», ha raccontato l’autrice Antonietta Vincenzo, ricordando come l’idea del romanzo sia nata durante una visita al museo, davanti ai due scheletri rinvenuti abbracciati. Tra gli spettatori anche il vice questore aggiunto Gaetana Ventriglia, la dirigente Fiorella Careri e il dottor Franco Richichi, che ha definito lo spettacolo «un momento di emozione che apre orizzonti». La serata si è conclusa con l’eleganza della maestra Caterina Nicolazzo, che ha indossato un costume tradizionale calabrese.
Un successo che guarda al futuro
Grande soddisfazione è stata espressa dalla dirigente Mongiardo e dal coordinatore del progetto, Vittorio Viscomi, che auspica una replica del musical direttamente al Museo Archeologico, «nei luoghi veri dove sono ambientate le vicende». L’assessore alla cultura Annalisa Spinelli ha sottolineato il valore culturale e umano della rappresentazione, ricordando come il teatro possa diventare strumento di identità e memoria. Un successo che conferma la forza della scuola quando dialoga con il territorio e trasforma la conoscenza in emozione condivisa.
