ilPunto/Una nuova Lamezia: ci sono le condizioni

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Il Censimento permanente dell’ISTAT fornisce una ricca base dati informativa, che parte dalla popolazione residente e termina alle abitudini degli spostamenti dei residenti per motivi di studio e lavoro.

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Prendendo in considerazione i dati del 2019, anno di riferimento per gli scopi progettuali, Lamezia Terme presenta poco più di 68 mila abitanti e di questi, 25 mila si spostano ogni giorno per raggiungere il proprio posto di lavoro o la sede scolastica. Quasi 4 persone su 10 sistematicamente si muovono dentro Lamezia, con qualsiasi mezzo. Se consideriamo i rientri a casa per il pranzo e la cena e gli spostamenti occasionali, il volume di mobilità aumenta significativamente fino a raggiungere valori vicino al numero complessivo degli abitanti. E si vede ogni giorno. Che fare quindi?

Il Pnrr oggi è uno strumento formidabile per tutta l’Italia ma la ripartenza dei territori, a partire da Lamezia Terme, deve passare anche dalla transizione della PA, ovvero adeguare il sistema politico e amministrativo del comune di Lamezia prevedendo per il settore della mobilità e dei trasporti una profonda ricostruzione della governance.

Che, tradotto in parole semplici, deve prevedere la transizione di Lamezia Multiservizi in una nuova struttura professionalmente dedicata ai servizi di mobilità. Soltanto in questo modo potrà nascere un sistema di trasporto pubblico innovativo, al pari delle grandi città italiane ed europee. Perché, miei cari concittadini, Lamezia non è seconda ad altre città di pari livello. È bene che questo aspetto venga chiarito. Come?

Con la progettazione di un servizio metropolitano di superficie, cosiddetto “corridoio di qualità”, tra i centri di Sant’Eufemia, Sambiase e Nicastro, a servizio dei nodi di trasporto della città (stazione centrale ed aeroporto) e dei principali poli di attrazione. Una nuova linea di tram su gomma, con mezzi snodati da 18 metri, acquistabili oggi attraverso le misure previste dal PNRR.

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È vero, occorre lavorare tanto, pensare alla pianificazione e programmazione degli interventi per poi passare alla progettazione esecutiva. I margini ci sono, gli strumenti anche, l’Amministrazione comunale è viva.

Un servizio metropolitano su gomma che possa “spingersi” nell’immediata area conurbata di Lamezia. Perché no?

Il sistema di mobilità di Lamezia deve essere ripensato. Oggi sconta un modello antico, superato. Lo stesso vecchio PSC disegna la fine di una rete di trasporto che ha fallito nel tempo e che attende di connettere per la prima volta gli ambiti urbani della città. Oggi si utilizza il termine di inclusione; orbene, un nuovo sistema di trasporto metropolitano di superficie a Lamezia necessita. Necessità perché ancora oggi si continua a parlare di Nicastro, Sambiase e Santa Eufemia, dimenticando sempre che si sta parlando della città di Lamezia Terme.

Lasciatemi passare una simpatica comparazione. Il ridisegno del sistema di mobilità a Lamezia Terme è come la nuova squadra di calcio. Un serbatoio di buoni propositi per lo sviluppo della città.
Ad maiora.

Pugliese di origini, Marco Carmine Foti ha vissuto e studiato a Reggio Calabria dove si è laureato in Ingegneria Civile e specializzato nel settore dei trasporti e della logistica. Vive e lavora a Genova dove svolge la sua attività professionale prevalentemente nel campo della pianificazione e progettazione dei trasporti, studi di fattibilità tecnica e analisi economico-finanziarie, piani di riqualificazione e studi di sistemi ed infrastrutture di trasporto. Membro della Commissione Trasporti dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Genova, è stato più volte selezionato tra gli esperti di riferimento per il MIT

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