Non esiste una vera e propria definizione di città media; più fonti autorevoli associano questo termine alle città di medie dimensioni con una popolazione compresa tra 50 mila e 250 mila abitanti.
Sono 136 i Comuni d’Italia per popolazione superiore ai 50 mila abitanti, di cui 44 comuni superiori a 100 mila, secondo i dati dell’Istituto nazionale di statistica aggiornati al 31 luglio 2025. Lamezia Terme, con i suoi poco più di 67 mila abitanti si colloca nella 86esima posizione.
Di fatto, sulla carta, Lamezia è ufficialmente una città di medie dimensioni, almeno, sino ad oggi, in termini di popolazione residente.
La città media, tuttavia, deve rispondere a ben altri requisiti, oltre alla popolazione, per rispettare l’importante ruolo che ricopre nel territorio nazionale. Una città media possiede una stretta relazione con il suo territorio ed i suoi abitanti, il che la rende importante per lo sviluppo urbano-rurale e la qualità della vita. In termini più semplici, ha l’obbligo di fornire servizi essenziali di qualità in modo da attrarre i propri residenti dalle numerose aree interne distribuite sul territorio cittadino.
In questi contesti, cosi come per Lamezia, la centralizzazione dei servizi offerti risulta un’azione vincente nei confronti del cittadino. Una delle sfide che la città media è chiamata ad affrontare è proprio indirizzata alla programmazione e digitalizzazione dei servizi, con un forte indirizzo verso l’innovazione l’IA.
Da qui la necessita di mettere a fattor comune l’architettura, l’ingegneria e l’urbanistica, in un territorio, Lamezia, che necessita di un’attenzione particolare, per fare in modo che, in prima istanza, venga confermata città di medie dimensioni nel panel nazionale, ma soprattutto possa puntare a politiche di sviluppo territoriali.
Il tema, oggi, è molto sentito tra i professionisti di Lamezia i quali, attraverso più movimenti, propongono un’idea di città diversa da quella che viviamo oggi.
La conurbazione è un mio vecchio pallino, un’azione urbanistica e territoriale che non può far altro che bene alla città. Allargare il proprio orizzonte costituisce una forza che supera la nuova perimetrazione dei centri abitati, limitata dal nuovo Piano Strutturale Comunale (P.S.C.) in tema di sviluppo ma che nello stesso tempo enfatizza le criticità senza proporre soluzioni per il loro superamento.
La città ha necessità di essere stravolta, aiutata nella sua totale opportunità di cambiamento radicale, una trasformazione profonda che vada ad “aggredire” problemi strutturali ed urbanistici significativi. È richiesta un’azione drastica ed un supporto completo delle Istituzioni per rinascere e quindi migliorare la qualità della vita dei lametini.
Lamezia Terme, checché se ne dica, ha una rilevanza funzionale nella sua area conurbata, nella provincia e nella regione, ricoprendo un ruolo di centralità e baricentro nell’offerta dei servizi di trasporto rispetto alle aree circostanti. Questo è un dato di fatto, e non vi è bisogno di ricordare le modalità offerte dal territorio di Lamezia.
Per garantirsi una posizione di crescita nel panorama nazionale delle città medie Lamezia deve puntare a ricoprire il ruolo di “polo urbano”, con i fatti, e specializzarsi nel settore economico secondario e terziario. E grazie alla sua posizione baricentrica Lamezia potrà essere un centro di offerta di servizi essenziali.
Le piccole azioni portano a grandi progressi attraverso la costanza, l’accumulo graduale dei risultati e la frammentazione di obiettivi complessi che possono essere scissi in step più semplici e gestibili dall’Amministrazione, applicando il cosiddetto “Effetto composto sostenibile”.
Ad maiora.
Marco Carmine Foti
