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Il Punto di Marco Foti / Sanità, Italia divisa in due: i dati Agenas e il focus sulla Calabria

Il Punto di Marco Foti / Sanità, Italia divisa in due: i dati Agenas e il focus sulla Calabria

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Il Programma Nazionale Esiti (PNE) del 2025 è frutto di un lavoro congiunto tra AGENAS, l’Agenzia Nazionale dei Servizi Sanitari regionali, le Regioni e Province Autonome, il Ministero della Salute, enti nazionali, network scientifici e rappresentanze civiche.


In sostanza si tratta di un modello statistico basato su specifici indicatori di valutazione degli esiti degli interventi sanitari espressi come rapporto tra il “numeratore, rappresentato dal numero dei trattamenti/ interventi erogati o dal numero di pazienti che hanno sperimentato l’esito in studio” e “denominatore, costituito dal gruppo di pazienti che riceve quel trattamento/intervento o dalla popolazione a rischio”.

La valutazione è avvenuta attraverso 218 indicatori distribuiti in 189 associati all’assistenza ospedaliera e 29 all’assistenza territoriale, quest’ultima valutata indirettamente in termini di ospedalizzazione evitabile, esiti a lungo termine ed accessi impropri in Pronto Soccorso. Il livello di valutazione è suddiviso in 5 categorie: Molto Alto, Alto, Medio, Basso, Molto Basso.

Si è già parlato delle eccellenze in Italia, la cui classifica vede soltanto l’AOU Federico II di Napoli nei primi 15 ospedali con livelli Alto/Molto Alto.

Il PNE, vi è da dire, svolge una funzione di screening sul territorio nazionale in quanto annualmente, attraverso “il monitoraggio degli indicatori, riesce a evidenziare e a descrivere le principali criticità nell’organizzazione dell’assistenza e nel mantenimento degli standard di qualità, analizzandone anche i cambiamenti nel tempo”.

Tra queste valutazioni è inserito anche il processo di audit, una sorta di esame di riparazione, la cui selezione delle strutture avviene secondo due criteri:
• almeno un indicatore di esito della struttura oltre i valori soglia (corrispondenti a un livello di aderenza molto basso a standard di qualità) negli ultimi 2 anni di valutazione di PNE;
• almeno un indicatore di esito della struttura con criticità legate alla codifica delle variabili aggiuntive della SDO (introdotte dal DM Salute 261/2016).

La cartina elaborata dal Corriere della Sera sulla base dei dati Agenas del 2024 evidenzia gli ospedali con livelli di qualità molto bassi, ovvero le aree critiche in cui è possibile avviare un percorso di audit sulla qualità dei dati e sul percorso clinico organizzativo.

Il Punto di Marco Foti / Sanità, Italia divisa in due: i dati Agenas e il focus sulla Calabria

Il risultato è eloquente con una Italia divisa in due.
Tuttavia, è importante entrare nel merito delle analisi e delle valutazioni per capire come sia stata effettuata questa valutazione.
Il modello Agenas ha individuato 198 strutture da invitare al processo di revisione della qualità delle codifiche, per un totale di 333 audit. Nella fattispecie, l’88% degli audit segnalati riguarda problematiche relative a livelli molto bassi di aderenza agli standard di qualità, l’11% è invece legato esclusivamente ad anomalie di codifica delle informazioni cliniche aggiuntive e il restante 1% riguarda criticità rispetto ad entrambi i criteri.

Nella nostra regione il 53% delle strutture sanitarie segnalate per un audit hanno rilevato criticità nell’area sanitaria “Gravidanza e parto” attraverso gli indicatori, oggi sotto soglia, “Proporzione di parti vaginali in donne con pregresso taglio cesareo”, “Proporzione di episiotomie nei parti vaginali” e “Proporzione di parti con taglio cesareo primario”. Il Nosocomio di Lamezia Terme è stato segnalato per l’audit inerente a “Proporzione di parti vaginali in donne con pregresso taglio cesareo”.

La tabella successiva evidenzia le strutture sanitarie calabresi segnalate per un audit.

Il Punto di Marco Foti / Sanità, Italia divisa in due: i dati Agenas e il focus sulla Calabria
Come si può evincere non si tratta di una bocciatura della sanità calabrese ma di un’attenzione in particolari aree sanitarie e specifici indicatori. D’altronde, dalla tabella poc’anzi mostrata risulta chiaro ed evidente come il resto delle aree sanitarie indagate rispettino gli standard di qualità richiamati dal Ministero della Salute e quindi non menzionate (segnalate) da Agenas per un audit di miglioramento della qualità.

Marco Foti 


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