Se non riusciamo a garantire lo spostamento dell’ultimo miglio lo sforzo profuso in questi anni dall’amministrazione regionale allora diventa vano.
Potrei mettere a confronto gli aeroporti di Lamezia Terme e Genova in termini di numeri di voli offerti e passeggeri movimentati, a favore dello scalo lametino per un volume maggiore. Il confronto certamente non reggerebbe se considerassimo la popolazione residente (un rapporto di circa 1 a 10 a favore di Genova).
Ma una considerazione va fatta. L’aeroporto di Lamezia Terme è uno scalo internazionale, è oggetto di continui interventi di sviluppo e miglioramento, cosi come tutto il sistema aeroportuale regionale, è un hub strategico per il turismo del Sud Italia, è un accentratore di attenzioni da parte di molteplici stakeholders del settore. In pratica, è il cuore pulsante di una Calabria che finalmente dopo decenni di un gelido “inverno progettuale” ha riavviato la macchina amministrativa ponendo al centro dell’agenda politica lo sviluppo del territorio.
Ma tutto questo resterà vano se quando si arriva in aeroporto a Lamezia Terme non è possibile utilizzare sistemi di trasporto pubblico efficienti. Parliamo di un volume di passeggeri annuo importante (nell’ordine dei 3 milioni) che sistematicamente non è messo nelle condizioni più agevoli per spostarsi sia per, qualora lo volesse, visitare la nostra cittadina baricentro della regione sia per visitare altre località calabresi.
Esistono diverse possibilità per muoversi dall’aeroporto, soluzioni che differiscono dalle possibilità economica dei passeggeri. In primis l’utilizzo dell’automobile, sia come conducente (utilizzando i servizi di parcheggio interni ed esterni allo scalo) che come passeggero nel caso in cui un amico o un parente si offra per un passaggio.
A seguire, il taxi, indirizzato per definizione ad un target di passeggeri business oppure a turisti di fascia medio – alta.
Infine, il trasporto pubblico che, per sua conformazione, nel caso degli aeroporti ricopre un ruolo importante e si discosta dal concetto di TPL, orientato sempre più verso un servizio commerciale.
E proprio su questo ultimo aspetto vorrei porre l’attenzione.
Nella teoria dei trasporti vale sempre una regola: la domanda crea l’offerta e viceversa. Che cosa significa?
Nel caso di Lamezia Terme esiste un servizio di collegamento, coperto parzialmente da fondi regionali (si tratta di un servizio minimo di TPL rientrante nel contratto di servizio di Lamezia Multiserviz), tra l’apt e la stazione ferroviaria di Lamezia Centrale. Un servizio caratterizzato da una frequenza media per direzione di marcia (da/per l’aeroporto) pari a 30 minuti dalle 5.45 alle 23.25.
Il passeggero che utilizza questo servizio si trova davanti ad un duplice scenario, una volta giunto alla stazione centrale di Lamezia a Sant’Eufemia. In pratica può utilizzare il bus se vuole recarsi a Lamezia oppure il treno se vuole recarsi a Lamezia o in altre destinazioni.
Bene, ovvero male, malissimo se un passeggero, giunto in aeroporto e non ha disposizione, intendesse prendere il bus.
Il tempo di attesa a Lamezia Centrale è immemore per una qualsiasi coincidenza con altre (poche) linee di TPL che permettono di raggiungere una località di Nicastro o di Sambiase e pochi treni che permettono lo stesso percorso. Un disagio che ho provato personalmente arrivando con un volo ITA alle 10.30 da Roma.
Nel 2026 ritengo che tutto ciò non sia accettabile. Lo sviluppo di uno scalo aeroportuale si basa sulla possibilità di rendere lo stesso quanto più accessibile da più target di persone. Ed il trasporto pubblico è uno degli strumenti con il quale è possibile raggiungere questo obiettivo e per cui occorre investire risorse.
Mi permetto, sommessamente, suggerire un Lamezia Vola Bus, a servizio diretto dei tre centri urbani perché, lo ricordo sempre, la città è tuttora “scollata” tra i tre nuclei urbani. Un servizio veloce con poche fermate e diretto dallo scalo aeroportuale a Lamezia FS, Sambiase Fiorentino, Sambiase FS, Nicastro FS, Nicastro Colombo. Una navetta a frequenza, un servizio che può essere anche parzialmente esternalizzato e quindi commerciale, con una tarrifazione dedicata.
In attesa che l’aeroporto venga collegato con un ramo ferroviario alla Stazione FS Centrale.
Ad maiora.
