In Cattedrale celebrato ieri il Corpus Domini, poi la processione per le vie cittadine

“Gesù si prende cura della folla alla quale ha voluto dare il dono del cibo perché Egli è innanzitutto carità. Chi distribuisce il pane sono i discepoli perché Gesù ci invita a sporcarci le mani”.

In Cattedrale celebrato ieri il Corpus Domini, poi la processione per le vie cittadine

“Gesù si prende cura della folla alla quale ha voluto dare il dono del cibo perché Egli è innanzitutto carità. Chi distribuisce il pane sono i discepoli perché Gesù ci invita a sporcarci le mani”.

“Oggi è il giorno solennissimo in cui si celebrano il Corpo ed il Sangue di Cristo ed è il giorno in cui siamo chiamati a ringraziare il Signore”. Così il parroco della cattedrale di Lamezia Terme, don Carlo Cittadino, nel corso dell’omelia durante la concelebrazione eucaristica per il Corpus Domini.

“Gesù – ha aggiunto don Carlo, facendo riferimento alle letture del giorno – dice una verità che si perpetua nei secoli: date loro da mangiare. Gesù, quindi, si prende cura della folla alla quale ha voluto dare il dono del cibo perché Egli è innanzitutto carità. Chi distribuisce il pane sono i discepoli perché Gesù ci invita a sporcarci le mani”.

Sottolineando che “siamo un’unica Chiesa”, don Carlo ha ricordato che “tutti siamo chiamati a vivere l’Eucarestia ed a prenderci cura dei fratelli. C’è tanta fame – ha proseguito -, fame di spiritualità, di costruire la civiltà dell’amore. Gesù prima di spezzare il pane ha lavato i piedi agli apostoli. Gesù, nello stesso tempo, ci insegna che il pane spezzato è donazione e noi cristiani dovremmo portare questo pane spezzato a tutti”.

Da qui un pensiero “grato a monsignor Schillaci per quello che ci ha dato, a monsignor Parisi che a giorni accoglieremo nella nostra Diocesi affinchè il Signore lo riempia di doni ed all’amministratore diocesano, monsignor Giuseppe Angotti, che, per un giustificato motivo, non ha potuto concelebrare stasera con noi”.

“Oggi – ha detto ancora don Carlo, invitando i presenti a partecipare alla processione che si è svolta subito dopo la Messa – è la festa dell’Eucarestia, non banalizziamola. La Chiesa parte dall’eucarestia. Accogliamo Gesù e portiamolo per le nostre strade: non è una passeggiata, ma accompagniamolo con fede. La nostra città si distingua per la generosità”.

Infine, un pensiero alla “piccola Elena, la bambina uccisa dalla madre. Queste – ha detto don Carlo – sono tristi notizie che ci mettono in crisi”.

Subito dopo la concelebrazione eucaristica in Cattedrale nel giorno del Corpus Domini, la processione per le vie della città, con l’ostensorio in cui è custodito Gesù Eucaristia. Un itinerario di preghiera, immagine di una Chiesa sinodale che non sta tra le nuvole ma cammina per le strade degli uomini, va incontro alle donne e agli uomini di oggi lì dove essi vivono e operano. In quelle stesse strade segnate dal caos e dai ritmi frenetici della vita di ogni giorno, scanditi da tempi troppo veloci per trattenere quel senso autentico della via che richiede tempo e cura, il Signore passa.  Dopo due anni di stop a causa dell’emergenza sanitaria, nella processione del Corpus Domini, in maniera visibile, appare la Chiesa di Lamezia che cammina alla sequela del Signore realmente presente nell’Eucaristia. Una Chiesa fatta di tanti volti, tante storie, ma unita dalla comunione a quell’unico Pane che da molti ci fa uno,  che ci fa Chiesa.

Presenti alla processione, i parroci delle comunità della vicaria dei SS. Pietro e Paolo, insieme alle rappresentanze dei gruppi e delle associazioni ecclesiali e dell’amministrazione comunale.

La processione si è conclusa sul sagrato della Cattedrale con la benedizione eucaristica