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Unical, un fronte comune contro la violenza di genere: “Oltre il Silenzio. Università e società unite contro la violenza di genere”

Unical, un fronte comune contro la violenza di genere: “Oltre il Silenzio. Università e società unite contro la violenza di genere”

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RENDE (CS) – Non una semplice celebrazione rituale, ma una presa di coscienza collettiva che parte dal cuore pulsante dell’ateneo: gli studenti. In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, la sala stampa dell’Aula Magna dell’Università della Calabria ha ospitato il convegno “Oltre il Silenzio – Università e società unite contro la violenza di genere”.


Unical, un fronte comune contro la violenza di genere: “Oltre il Silenzio. Università e società unite contro la violenza di genere”L’evento, svoltosi il 25 novembre, ha segnato un momento storico per la comunità accademica: è stato infatti organizzato grazie alla partecipazione congiunta di tutte le associazioni studentesche dell’Unical.

Un segnale forte di coesione per promuovere una partecipazione responsabile in un contesto che richiede, oggi più che mai, massima sensibilità.

Sotto la moderazione attenta di Luigia Mazzuca, i lavori si sono aperti con i saluti istituzionali, che hanno fatto da ponte tra l’ateneo e l’amministrazione locale. Sono intervenuti Federico Belvedere, consigliere comunale delegato alle Politiche Giovanili, e Salvatore Mangiardi, Consigliere dell’Amministrazione, ribadendo come la politica debba farsi carico di fornire spazi e strumenti per il cambiamento.

Unical, un fronte comune contro la violenza di genere: “Oltre il Silenzio. Università e società unite contro la violenza di genere”L’iniziativa ha goduto del patrocinio del DiCES (Dipartimento di Culture, Educazione e Società), confermando il valore scientifico oltre che sociale dell’incontro.

Il cuore del dibattito ha toccato le diverse sfaccettature del fenomeno. La Pro Rettrice Elvira Brunelli ha tracciato il ruolo cruciale dell’Università: non solo luogo di formazione professionale, ma presidio di legalità dove si devono scardinare le logiche di sopraffazione. A farle eco Giovanna Vingelli, delegata del rettore per le politiche di genere, che ha offerto una lucida lettura socioculturale: la violenza non è un raptus, ma il figlio “sano” di una cultura patriarcale ancora radicata, che va combattuta educando al rispetto delle differenze e destrutturando gli stereotipi di genere nelle aule universitarie.

Di grande impatto l’intervento di Francesco Craig, che ha spostato il focus sulla centralità dell’ascolto psicologico qualificato. Craig ha evidenziato come il “rompere il silenzio” sia inutile se dall’altra parte non c’è una rete pronta ad accogliere il trauma senza giudizi sommari.

Una rete ben rappresentata dalla Dott.ssa Lucia Nardi della Fondazione Roberta Lanzino, che ha portato la testimonianza concreta di chi opera sul territorio a sostegno delle donne, ricordando come la memoria debba trasformarsi in azione quotidiana.

Uno degli aspetti più innovativi del convegno è stato l’approfondimento sul ruolo del digitale e della comunicazione, spesso veicolo di odio ma potenzialmente potente alleato. Ferruccio Greco (network community sui social), Luigi Lanza (creatore della pagina VieniAllUnical) e Miriam Abritta (Social Builders) hanno discusso di come i social media possano diventare strumenti di sensibilizzazione capillare.

La sfida lanciata è quella di bonificare il linguaggio online, trasformando gli spazi virtuali in luoghi di confronto sicuro e non di violenza verbale.

Il messaggio conclusivo emerso dall’Aula Magna è unanime: il 25 novembre non può essere un punto di arrivo. La lotta alla violenza di genere richiede un impegno che vada “Oltre il Silenzio” di una singola giornata, trasformandosi in pratica quotidiana di rispetto, ascolto e partecipazione attiva.


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