L’Università della Calabria entra nell’élite della ricerca internazionale con PLASMA‑PEPSC 2, uno dei soli dieci Centri di Eccellenza finanziati in Europa. Il team guidato dai professori Valentini e Talia coordinerà le simulazioni dei plasmi spaziali per le missioni ESA e per le nuove generazioni di supercomputer exascale.
Supercomputer e intelligenza artificiale: la ricerca dell’UniCal punta alla fisica del futuro
Approvato un progetto da 8 milioni di euro che consentirà all’Ateneo di partecipare alla costituzione di un Centro di Eccellenza internazionale. La squadra dell’Università della Calabria guidata dai professori Valentini e Talia. L’Università della Calabria si conferma ai vertici della ricerca internazionale aggiudicandosi il finanziamento del progetto PLASMA-PEPSC 2 (Plasma Physics Exascale and Post-Exascale Community Centre of Excellence) nell’ambito del prestigioso bando europeo HORIZON-JU-EUROHPC-2026-COE-LH-01. Con un budget complessivo di 8 milioni di euro per i primi tre anni, di cui oltre mezzo milione destinato all’Ateneo di Arcavacata, la proposta ha superato la severissima selezione della Commissione Europea ottenendo un eccezionale punteggio di 14.5 su 15. Il prestigio di questo traguardo è confermato dai numeri della call europea, che ha finanziato soltanto 10 poli d’eccellenza in tutta Europa.
Un Centro di Eccellenza europeo per la fisica dei plasmi
Il progetto istituirà un Centro di Eccellenza Europeo volto a unificare e potenziare la fisica computazionale dei plasmi. Guidato dal rinomato KTH (Royal Institute of Technology) di Stoccolma, il consorzio unisce 17 partner di altissimo profilo provenienti da 11 Paesi, tra cui colossi del supercalcolo come il BSC in Spagna o il CINECA in Italia, prestigiosi enti di ricerca e realtà industriali avanzate.
Il ruolo strategico dell’UniCal
All’interno di questo consorzio continentale, la compagine dell’Università della Calabria riveste un ruolo di primo piano, assumendo la leadership strategica del Work Package 4 e coordinando a livello internazionale la sezione dedicata alla simulazione dei plasmi spaziali. Il gruppo è guidato dal Prof. Francesco Valentini, Direttore del Dipartimento di Fisica, e dal Prof. Domenico Talia del Dipartimento DIMES. Una scelta che testimonia una profonda sinergia interdisciplinare all’interno dell’Ateneo e che vede coinvolti in prima linea i professori Paolo Trunfio, Fabrizio Marozzo e Donato D’Ambrosio.
I tre pilastri scientifici del progetto
Il plasma, un gas di particelle elettricamente cariche che costituisce oltre il 99% della materia dell’universo visibile, è al centro di tre pilastri su cui si fonda PLASMA-PEPSC 2. Il primo riguarda la fusione a confinamento magnetico, fondamentale per i futuri reattori nucleari a fusione. Il secondo si concentra sui plasmi generati da laser ad altissima potenza, cruciali per acceleratori di particelle compatti con applicazioni in medicina e industria. Il terzo pilastro è dedicato ai plasmi spaziali e allo Space Weather, per comprendere l’interazione tra vento solare e magnetosfera terrestre. In questo filone, i codici sviluppati all’UniCal supporteranno anche le missioni ESA come Plasma Observatory.
Supercomputer exascale e IA generativa: le nuove sfide tecnologiche
Per affrontare queste sfide, la ricerca classica non basta più: occorre spingere i software oltre i limiti attuali per farli girare sui nuovi supercomputer europei di classe exascale, capaci di eseguire un miliardo di miliardi di calcoli al secondo. La sinergia tra fisici e informatici dell’UniCal diventa decisiva per tre sfide tecnologiche: integrazione dell’Intelligenza Artificiale nei flussi di calcolo, gestione dei Big Data con tecniche parallele di data analysis e ottimizzazione energetica degli algoritmi.
Una vittoria dell’interdisciplinarità
«Questo successo certifica l’eccellenza assoluta e la capacità attrattiva del nostro Ateneo», dichiarano congiuntamente i professori Valentini e Talia. «Essere protagonisti in questo consorzio dimostra il valore delle sinergie interne all’UniCal: solo unendo le competenze dei fisici dei plasmi con l’eccellenza dei nostri informatici e ingegneri è possibile sfruttare al meglio i supercomputer più potenti del mondo». Un risultato che proietta il campus nel futuro e che avrà ricadute dirette sulla formazione degli studenti e sulla crescita dei giovani ricercatori.
