Lamezia, fiumi e torrenti, Cristiano e Villella: “Le piogge sono arrivate, i lavori no. Impegni disattesi e rischi per i cittadini”

«Sono trascorsi venti giorni da quando, rispondendo in Consiglio comunale a una nostra interrogazione sul torrente Bagni di Caronte, il sindaco aveva annunciato che entro quindici giorni sarebbero iniziati i lavori di Calabria Verde. Oggi registriamo che quell’impegno è stato puntualmente disatteso. Le prime piogge sono arrivate, i lavori no».


È quanto denunciano i consiglieri comunali Massimo Cristiano e Carmine Villella, che lanciano l’allarme sulle condizioni dei corsi d’acqua lametini. «Parliamo del torrente Canne, del Piazza, del Cantagalli, del Bagni di Caronte, del Cottola, del Fosso Fella, del Fosso Gabella e di tutti gli altri torrenti e canali di scolo del territorio. Il pericolo per i cittadini è concreto, soprattutto nei tratti che attraversano i centri urbani, dove canneti, arbusti, vegetazione e detriti ostacolano il regolare deflusso delle acque, mettendo a rischio abitazioni, strade e infrastrutture. Siamo di fronte a un cortocircuito burocratico e amministrativo inaccettabile. Con la deliberazione di Giunta comunale n. 201 del 21 luglio 2026 era stato approvato lo schema di convenzione. A quel punto bisognava sottoscriverla e far partire i lavori. Comprendiamo le difficoltà legate al mese di agosto, ma già ai primi di settembre gli interventi avrebbero dovuto essere avviati. Siamo invece arrivati a novembre, con la stagione delle piogge ormai iniziata, senza risultati. Ma si può amministrare un Comune in queste condizioni? Non servono cooperative mandate occasionalmente a tagliare canne e arbusti, lasciando poi tutto sul posto, come già avvenuto in passato, con il rischio di provocare più danni che benefici. Servono interventi strutturali, una pulizia effettiva degli alvei e una programmazione seria e continuativa. Il Consiglio comunale è la massima assemblea rappresentativa della città e gli impegni assunti ufficialmente in quell’aula non possono essere annunciati e poi disattesi senza alcuna spiegazione. Ne va della credibilità delle istituzioni e del rispetto dovuto ai cittadini. Non condividiamo questo modo di gestire gli impegni istituzionali. Per queste ragioni presenteremo un’interpellanza urgente in Consiglio comunale, per conoscere le motivazioni di questo ritardo, lo stato della convenzione, i tempi effettivi di avvio dei lavori e soprattutto individuare le responsabilità amministrative e gestionali. Perché il problema non può essere sempre lo stesso: si denuncia una criticità, si sollecita un intervento, magari dopo settimane il problema viene risolto, ma nessuno risponde mai dei ritardi e delle omissioni. Senza individuare le responsabilità continueremo a rincorrere le emergenze, senza mai risolvere le cause che le determinano. Non è più accettabile questo modo di amministrare. Quanto dichiarato dal sindaco in Consiglio comunale è stato smentito dai fatti e qualcuno deve spiegare perché. La sicurezza dei cittadini non può dipendere dalla fortuna o dalle condizioni meteorologiche. Con la sicurezza delle persone non si scherza. Non bastano più annunci e sollecitazioni: servono fatti, tempi certi e responsabilità precise. Perché così non si può andare avanti».