Resistere al sud: il racconto della terza giornata di Trame.10

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“Salviamo una perla della costa tirrenica calabrese”. E’ l’appello lanciato dall’Associazione Pietro Porcinai APS onlus all’apertura della terza giornata di Trame.Festival a Lamezia Terme. L’istanza mira a promuove la conoscenza, la tutela e la valorizzazione delle opere del grande paesaggista fiorentino, e a salvare l’ex villaggio Valtur di Nicotera dalle speculazioni, da anni di incuria e dagli interessi criminali dei clan.
Mara Filippi Morrione e Ilaria Rossi Doria, architette paesaggiste e consigliere dell’associazione, ne hanno discusso con Nuccio Iovene, già membro della commissione parlamentare antimafia, invocando l’attenzione delle Istituzioni e dei candidati alla presidenza della regione.

Dalla bellezza contro la ‘ndrangheta si è passati poi alle storie di resistenza: Giovanni Tizian e Deborah Cartisano, figlia di Lollò Cartisano, vittima della stagione dei sequestri in Calabria, già intervenuta all’inaugurazione del festival, ricordando le vittime innocenti di mafie hanno invitato il pubblico a sostenere le associazioni antiracket locali e a collaborare con le istituzioni contro l’omertà.
Inevitabile il riferimento agli indimenticati Francesco Tramonte e Pasquale Cristiano, in ricordo dei quali è andato in scena il monologo scritto dallo storico Fabio Truzzolillo e interpretato da Achille Iera. Per loro e per restituirgli giustizia, è stata lanciata una raccolta firme dalla Fondazione Trame ancora sottoscrivibile.
E di Lamezia Terme e territori si è parlato anche con l’ex sindaco della città Gianni Speranza, la giornalista Emanuela Gemelli e Giulia Migneco di Avviso Pubblico. Filo conduttore dell’incontro è stato il libro “Una storia fuori dal comune”, opera prima di Speranza, che dal palco ha lanciato provocatoriamente un interrogativo: “Ndrangheta e diaspora dei giovani, le più profonde piaghe calabresi, sono forse legate?”.
Il racconto della Calabria e l’evoluzione narrativa che ha subito è stato protagonista anche di un altro partecipato incontro, quello con il giornalista Riccardo Iacona.
Iacona ha ricostruito, partendo dalla storica trasmissione “Samarcanda” fino all’attuale lavoro a “Presa Diretta”, la storia politica e mafiosa della regione attraverso il racconto mediatico fatto dai giornalisti negli anni, fino ad arrivare alla recente e discussa puntata da lui condotta sul maxiprocesso Rinascita-Scott, altrimenti ignorato dalle tv nazionali.
Anche la terza giornata di Trame.10 è stata impreziosita dalle interviste alle vittime di racket e usura a cura dell’Associazione Antiracket Lamezia e del progetto “Mani Libere in Calabria”. Testimone questa volta un’imprenditrice lametina, costretta ad abbandonare la sua terra, Francesca Miscimarra.
“Barre”, il libro del rapper e attivista Kento, calabrese di nascita e romano d’adozione, ha concluso la serata. Protagonista nel pomeriggio di un laboratorio riservato ai volontari del festival, il musicista ha parlato della realtà carceraria minorile, intervistato dalla sceneggiatrice Monica Zapelli e dalla giornalista Elisabetta Reale. Infine, ha eseguito a cappella alcuni dei pezzi del suo repertorio hip hop.

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