Lamezia Terme, trasferimento neonato, Cittadinanzattiva e Tdm replicano ad Asp

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“Come Cittadinanzattiva e Tribunale per i diritti del Malato, in merito alle precisazioni del  responsabile del reparto di Ginecologia e Ostetricia su quanto da noi pubblicato in un nostro comunicato sulla vicenda del neonato, in questo momento ricoverato  nella terapia intensiva neonatale del “Bambino Gesù”,  riteniamo, richiamando il diritto di replica, di ringraziare, intanto, il Dottor Iannelli per la Sua attenzione ai temi da noi posti e all’apprezzabile tempestività.

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Riteniamo, però, necessario replicare in merito all’accusa a Cittadinanzattiva-TDM di “ingiustificate  illazioni sull’operato dei sanitari dell’Unità Operativa Complessa Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme”, nonché al richiamo al rispetto delle competenze nelle valutazioni mediche di esclusiva pertinenza del personale qualificato”. Nulla da obiettare sulla qualità professionale di chi opera in un reparto estremamente delicato come quello che dirige il dottor Iannelli; molto da precisare, invece, sul ruolo del Tribunale per i Diritti del Malato nella circostanza totalmente sottovalutato. Ruolo che si richiama alle ragioni dell’esistenza del TDM, nato, per iniziativa di Cittadinanzattiva nel 1980 , per tutelare e promuovere i diritti dei cittadini nell’ambito dei servizi sanitari e assistenziali e per contribuire ad una più umana, efficace e razionale organizzazione del servizio sanitario nazionale.

Nello specifico della dolorosa vicenda, oggetto del nostro doveroso interessamento, precisiamo che, avendo ricevuto dalla famiglia del neonato una segnalazione circostanziata che, come di prassi, abbiamo inoltrato al Direttore Sanitario, ci è sembrato assolutamente opportuno, al contempo,  porre, attraverso il nostro comunicato, degli interrogativi di carattere generale assolutamente non declinabili come atti di ingerenza o volontà di sostituirci a chi ne sa più di noi; interrogativi non inerenti all’aspetto clinico e alle indicazioni dei protocolli su cui non abbiamo, per deficit di competenza, inteso, né intendiamo, discettare;  ci siamo limitati a porre dei quesiti su tematiche elementari e non di alta scuola, a cui la scienza medica non farebbe eccessiva fatica a rispondere  con semplicità e chiarezza. Questo volevamo precisare nel rispetto più totale della diversità dei ruoli e, per quanto ci riguarda,  l’importanza del TDM all’interno del nostro ospedale nell’accogliere e nel dare voce alle segnalazioni   dell’utenza soprattutto di quella più fragile e provata. Ritenendo di essere stati sufficientemente chiari, cogliamo, ancora una volta, l’occasione per far sentire la nostra vicinanza al bambino e alla sua famiglia”.

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Così in una nota a firma di Fiore Isabella e Felice Lentidoro, responsabili rispettevimente del Tribunale dei diritti del malato e di Cittadinanzattiva.

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