Reggio Calabria celebra il suo 25 aprile

Presenti i rappresentanti istituzionali del Comune, della Città Metropolitana, della Prefettura, della Questura, dell’Anpi e delle altre associazioni antifasciste presenti sul territorio. Si rinnova la tradizione della Festa di Liberazione…

Reggio Calabria celebra il suo 25 aprile

Presenti i rappresentanti istituzionali del Comune, della Città Metropolitana, della Prefettura, della Questura, dell’Anpi e delle altre associazioni antifasciste presenti sul territorio. Si rinnova la tradizione della Festa di Liberazione…

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Presenti i rappresentanti istituzionali del Comune, della Città Metropolitana, della Prefettura, della Questura, dell’Anpi e delle altre associazioni antifasciste presenti sul territorio.

Si rinnova la tradizione della Festa di Liberazione a Reggio Calabria. In occasione delle celebrazioni per il 25 aprile, il sindaco facente funzioni, Paolo Brunetti, ed il consigliere Giuseppe Giordano, in rappresentanza della Città Metropolitana, hanno deposto una corona di fiori sul monumento dedicato ai partigiani alla Villa Camunale. Presenti gli altri rappresentanti della Giunta e del Consiglio comunale reggino, insieme ai rappresentanti della Prefettura, della Questura, dell’Anpi e delle altre associazioni antifasciste presenti sul territorio.

Unanime il pensiero rivolto alle popo lazioni che, in questi giorni, «stanno soffrendo gli orrori della guerra». Per il sindaco Brunetti «è doveroso ricordare quanti, 77 anni fa, hanno combattuto e dato la vita per renderci un Paese libero e democratico».
«Bisogna mantenere viva la testimonianza dei partigiani – ha detto – perché, come purtroppo testimoniano i tristi eventi di questi ultimi mesi, non se ne parla mai abbastanza. Reggio Calabria, nel suo piccolo, vuole lanciare un appello affinchè cessino tutti i conflitti nel mondo e condanniamo ogni tipo di sopraffazione, odio e arroganza».

Il consigliere metropolitano Giuseppe Giordano ha parlato di «un 25 aprile che, quest’anno, è ancor più denso di significati». «La situazione che il mondo sta vivendo – ha spiegato – ci deve far riflettere sul grande patrimonio ideale ed i valori testimoniati da questa celebrazione. Ognuno di noi, ogni giorno e nello svolgimento quotidiano delle proprie attività, deve agire e pensare che la democrazia è la pace non sono scontate. Negli anni, infatti, abbiamo dato per assodato il grande lascito di tutti coloro i quali si sono immolati sull’altare della democrazia e della pace». «Oggi – ha concluso Giordano – ciò che sta avvenendo in Ucraina ed in altre nazioni del mondo, ci deve fare pensare che la pace va costantemente coltivata. Il mio, quindi, vuole essere un auspicio affinché l’Italia e l’Europa intera tornino ad agire come una comunità di popoli che opera e lavora per garantire la pace. Questo è l’unico modo per diffondere la nostra gratitudine imperituta a quanti ci hanno donato la serenità e la possibilità di celebrare una giornata importante come questa».