Al Festival del lupo approda “La Fiumarella” di Giovanni Petronio e viene lanciata la sfida istituzionale

Il libro racconta l’ultimo viaggio di quel treno che la mattina del 23 dicembre 1961, nei pressi di Catanzaro, precipitò da un viadotto schiantandosi sul greto di un torrente spezzando in un istante 71 vite

Al Festival del lupo approda “La Fiumarella” di Giovanni Petronio e viene lanciata la sfida istituzionale

Il libro racconta l’ultimo viaggio di quel treno che la mattina del 23 dicembre 1961, nei pressi di Catanzaro, precipitò da un viadotto schiantandosi sul greto di un torrente spezzando in un istante 71 vite

Il 2 giugno, alle ore 18:00, il festival “Poeti della Terra” di Aiello Calabro apre alla prima del format gli “Incontri letterari di Sabrina Pugliese” con il libro di Giovanni Petronio “La Fiumarella”, il secondo volume dello scrittore calabrese sulla più grande tragedia ferroviaria del dopoguerra verificatasi proprio in Calabria.

Il libro, che ha ricevuto il plauso del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, racconta l’ultimo viaggio di quel treno che la mattina del 23 dicembre 1961, nei pressi di Catanzaro, precipitò da un viadotto schiantandosi sul greto di un torrente spezzando in un istante 71 vite, quasi tutte di adolescenti che dai paesi circostanti raggiungevano il capoluogo per andare a scuola.

La tragedia, dopo oltre 60 anni, non ha ancora una giornata commemorativa. Ed è proprio questo è l’obiettivo della presenza di questo lavoro letterario al festival del lupo: chiedere a gran voce il riconoscimento di tale giornata. «Quando ho compreso lo scopo dell’autore, – racconta Sabrina Pugliese, curatrice della sezione letteraria del festival – mi sono subito convinta che era necessario sposare la causa e abbiamo deciso con il direttore artistico di presentare proprio il 2 giugno questa istanza alle istituzioni, durante la realizzazione dell’evento che non sarà una semplice “presentazione” a cui siamo abituati. Abbiamo pensato tutto in modo innovativo e questo è lo scopo del festival e del team che è al lavoro per realizzarlo». L’intenzione dell’autore è certamente la “riappropriazione di un fatto storico”, come afferma più volte, uno dei passi necessari che la Calabria ha bisogno di fare per riemergere da quella narrazione negativa che ormai da troppo tempo tiene la voglia di riscatto dei calabresi schiacciata sotto una cappa di noncuranza, ineluttabilità e impossibilità di cambiamento. «Noi diciamo che il cambiamento è sempre possibile – specifica il direttore artistico del festival, Angelica Artemisia Pedatella – e mi è sembrato straordinario il modo in cui Sabrina Pugliese stava pensando di strutturare il format, per cui abbiamo deciso di inserirlo proprio nella fase di apertura del festival, in un giorno speciale come la festa della Repubblica».

Tanti gli ospiti istituzionali previsti e i momenti di musica e spettacolo che renderanno il libro una occasione per dimostrare ancora una volta la potenza dell’arte quando diventa narrativa. «Petronio è a tutti gli effetti un “poeta della terra” – continua Sabrina Pugliese – perché il suo lavoro, la sua urgenza narrativa, il suo proposito ne fanno, nel la logica del festival, un vero “lupo”, per come noi lo intendiamo, simbolo di una Calabria che alza la testa e, sotto il mistero del cielo e della luna, canta». Giovanni Petronio merita la giusta accoglienza perché rappresenta quella parte migliore dell’intellettualità che si impegna per il bene comune. Descrive la sua opera con parole semplici e dirette: «È la riappropriazione di un fatto storico, il mio libro, lo ho detto più volte, è il mio modo di vivere il rapporto con la Calabria in modo simbiotico e con la profonda gratitudine di essere un figlio di questa terra, che mi ha regalato la possibilità morale e sociale di essere un narratore consapevole».

La ricostruzione dei fatti della Fiumarella è pervasa da una profonda lucidità in cui la commozione e la potenza della rievocazione fanno dell’opera di Petronio molto più che un semplice report, bensì un’opera storica che si avvicina alla manzoniana necessità di partire dalla verità per raccontare il pathos del popolo e di una nazione. «Ho sempre creduto che una narrazione corale possa porre gli individui al centro – prosegue Giovanni Petronio – prima le storie, poi la storia. Il festival “Poeti della Terra” è in linea con la mia narrazione e l’accoglienza riservata mi fa percepire che la mia opera è stata davvero compresa. Penso che per poter ricordare un fatto bisogna prima farlo conoscere. Questo è per me il senso della scrittura, questo il mio scopo».

L’evento è previsto al Teatro Comunale di Aiello Calabro nel pomeriggio del 2 giugno con ingresso gratuito.

Il festival “Poeti della Terra” è realizzato con il contributo della Regione Calabria – fondi PAC 2007/2013.