A Curinga presentazione del libro “Un vescovo dei nostri tempi”, Mons. Cognata  Vescovo Bova

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Da Curinga, quando mancano pochi giorni al termine di questo 2021, un altro tassello, molto significativo, si aggiunge alla conoscenza di “Un vescovo dei nostri tempi”, Mons. Cognata  Vescovo Bova.

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Una storia e una vita travagliata tra opere, preghiera, calunnie, riabilitazioni e santità . Il 2022 ricorrerà il 50° della sua morte e in tale prospettiva,  è  da Curinga che riparte la peregrinazio culturale e conoscitiva di questo mite e gentile Vescovo, che da poco tempo il Prefetto della Congregazione dei Santi lo ha annoverato come a Servo di DIO; Curinga, da dove il Vescovo Cognata nel lontano 1937 venne per inaugurare e benedire un’icona dedicata a San Giovanni Bosco fatta costruire Suor Vincenzina De Simone a San Salvatore, borgo montano della cittadina calabrese . L’ avv. Vito Cesareo autore del libro testimonianza “ Giuseppe Cognata, Un vescovo dei nostri tempi tra Oblazione e Santità” dopo alcune presentazioni ed interventi in convegni specifici tra i quali ricordiamo; Lamezia  Terme 2019, Vibo Valentia 2019, Soverato 2019, Bova 2020 e 2021, Catania 2021, nel prossimo 2022 coinvolgerà le diocesi calabresi e venete; in queste ultime Mons. Cognata trascorse i periodi nel quale fu privato della dignità episcopale e del ruolo di superiore della Congregazione delle Salesiane Oblate  ed  è in questa terra che viene accolto nelle case salesiane di Trento e Rovereto fino al 1952 e poi in quella di Castello di Godego (Treviso) fino al 1972.

La presentazione del volume, nella spaziosa e bella chiesa Matrice di Curinga alla presenza di un uditorio attento e molto coinvolto, è stato coordinata dalla brava giornalista Maria Teresa Notarianni, il parroco di Curinga don Pino Fazio salutando gli intervenuti ha ribadito la sua piena disponibilità a eventi come questi che servono a far conoscere figure eroiche e sante che hanno vissuto e operato nella nostra terra. Il Sindaco  dott. Vincenzo Serrao nel suo breve saluto, ha elogiato l’ autore per il suo impegno e l’ aver dato con questo libro un messaggio sulla santità possibile, in una società ed un mondo secolarizzati. La coordinatrice Maria Teresa Notarianni introducendo i lavori, ha ricordato che essere a Curinga per questa presentazione, in questo particolare momento di incertezza, è soprattutto un atto di speranza per il presente e per il futuro, prendendo esempio dalla la figura del vescovo Mons. Cognata fedele a Dio con la sua testimonianza. Primo relatore, sempre attento alle vicende ecclesiali, il teologo scrittore prof. Filippo D’ Andrea, che nel suo excursus ha tracciato la vita familiare del venerabile Cognata segnata dalla forte figura paterna e dal docile carattere della madre. Cresce quindi responsabilizzandosi ben presto, prende i voti e viene nominato vescovo nella diocesi più povera d’Italia ,Bova, dove inizia il suo magistero tra mille difficoltà. Fonda la congregazione delle Suore Oblate,  ma proprio da tre consorelle viene calunniato e accusato di stupro. Viene privato della dignità vescovile  e trascorre lunghi anni nel silenzio e nell’ obbedienza, perdonando le sue accusatrici. Un libro scritto col cuore come dice il prof. D’Andrea dell’ autore,  che ne disegna un profilo di sacerdote integerrimo ispirato dalla grande spiritualità Salesiana. Due papi raccolgono la sfida  e ne riabilitano la dignità, Giovanni XXIII che lo invita a partecipare al Concilio Vaticano II e Paolo VI.

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L’ intervento del avv. Raffaele Figliano, canonista e presidente della Camera Minorile di Vibo Valenzia, reputa un grande messaggio e un importante momento il ritrovarsi a parlare di Mons. Giuseppe Cognata  a Curinga e in questo lembo di Calabria; fu apostolo e missionario in una terra devastata dalla povertà la sua opera è stata quella di seminatore, ha gettato semi d’ amore che nonostante tutto stanno risvegliandosi dal torpore invernale e stanno producendo frutti copiosi e significativi.

Il dott. Gianni Caruso nella sua specificità di membro della Commissione di Neuro Scienza, Neuro Bioetica e Neuro Diritto, UGC di Lamezia Terme, ha inquadrato la vicenda del prelato e delle suore da un punto di vista prettamente professionale valutandone le molte incongruenze e specifiche accuse senza prove concrete,  delineando inoltre la psicologia delle accusatrici; relazione molto interessante che come le altre hanno dato una visione molto ampia della vicenda umana di Mons. Giuseppe Cognata restituendoci la figura di un uomo fedele fino in fondo ai suoi principi morali e vocazionali:  obbedienza , silenzio , preghiera.

L’ avv. Vito Cesareo nel concludere, sintetizzando la corposa relazione, ha riproposto in maniera molto personale la figura di questa splendida anima, potremo dire con le sue parole che: “Mons Cognata è stato un Vescovo che ha incarnato nella sua vita le dodici regole del buon cristiano, dettate da Papa Bergoglio. dal Coraggio, alle Lacrime, al Mondo, alla Gioia, alla Comunità, allo Sguardo, alla Memoria, alla Peghiera, al non lamentarsi, ai poveri, alla pace, alla parola di Dio”. Un intervento nel quale è stato anche ricordato il rapporto personale di stima e affetto tra l’ avv. Cesareo e la sua famiglia, con Mons Cognata . Ha ringraziato relatori per gli interventi molto apprezzati che aprono nuove prospettive all’ iter canonico da poco iniziato, un messaggio quello di Mons. Giuseppe Cognata  aperto soprattutto alle nuove generazioni che in un mondo dominato dall’ apparire, dalla violenza e dal dubbio propongono modi di concretezza, di docilità e di pace.

Non da ultimo  il ringraziamento dell’autore è stato riservato all’arcivescovo emerito di Catanzaro-Squillace, Mons. Antinio Cantisani, che ha firmato la prefazione del libro.

Mons. Cantisani ha lasciato nel libro una eccezionale testimonianza fatta di affetto e stima per l’autore al quale riconosce il merito di avere offerto uno  spaccato di Fede tanto sincero quanto puntuale per una Figura come Mons. Cognata, ormai Servo di Dio .

Mons. Cantisani da qualche tempo vive nella Luce del Cristo Risorto e certamente dal Cielo guarda a questo lavoro su Cognata, da lui definito frutto di amore  ecclesiale e culturale che ha guidato l’autore del libro. Quasi un inno alla santità di Giuseppe Cognata, della quale l’autore ha parlato in tempi non sospetti. A partire dal 1992 e successivamente nel 2012, quando scrisse al Vescovo di REGGIO- BOVA Mons. Vittorio Modello, ricevedone risposta contenuta in una pagina del libo.

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