E’ morto Antonello Coclite

E’ scomparso all’età di 64 anni Antonello Coclite, direttore della Casa di Riposo “Tamburelli”. Solo pochi giorni fa la scomparsa di sua madre.

Il cordoglio della direzione e  redazione di Lamezia Nuova
“Chissà quante volte Antonello, insieme ai suoi ragazzi, avrà animato le celebrazioni liturgiche nella cappella della casa di riposo “Tamburelli” con questo canto francescano, che esprime la lode a Dio per la magnificenza di tutto il Creato e di ogni creatura. Tutto è dono del Suo immenso amore. Dono dell’immenso amore di Dio è la vita di Antonello, la sua testimonianza di fede, speranza e carità profusa nei diversi ambiti dell’impegno civile ed ecclesiale che ha segnato il suo cammino terreno: dalla famiglia, al mondo del sociale all’attività sportiva. La casa Tamburelli, dove per decenni ha servito con amore e premura tante persone che lì hanno trascorso l’ultimo tratto del cammino della loro vita spesso segnato dalla solitudine e dalla malattia, era “la grande famiglia”, dove non c’erano ospiti ma “le nonne e i nonni di tutti noi”, come Antonello amava chiamare i degenti della struttura. Nella luce del Signore Risorto, ci uniamo nella preghiera ai familiari di Antonello, alla famiglia francescana secolare, a quanti lo hanno conosciuto e hanno condiviso con lui l’impegno per la comunità. Lo affidiamo alla Vergine Maria, ai Santi Francesco e Chiara d’Assisi, perché Antonello possa oggi contemplare quel Signore che in vita ha cantato, con il cuore e la voce, e che ha servito nei fratelli.”

Domenico Furgiuele: “Un grande  ponte tra generazioni diverse”
“La scomparsa di Antonello Coclite mi addolora profondamente.  Lamezia Terme perde un punto di riferimento luminoso sul fronte dell’impegno sociale e civile.  Antonello era, e resterà, un ponte intergenerazionale tra i giovanissimi e gli anziani dei quali si è preso cura con amorevole dedizione promuovendone saggezza e memoria.
D’altronde la casa di cura Tamburelli cos’era se non uno spazio di continuo confronto tra i nostri nonni e i ragazzi?
Anche per questo, è grande l’eredità morale che Coclite lascia alla nostra comunità, ma soprattutto essa appartiene ad ognuno di noi perché Coclite ci ha sempre reso partecipi delle proprie opere”.

Cecé Alampi (Ofs Calabria): “Antonello Coclite, fratello esperto in umanità”
“Il carissimo confratello francescano secolare Antonello Coclite, direttore della Casa di Riposo “Tamburelli” di Lamezia Terme, a pochissimi giorni di distanza dalla morte della carissima Mamma Raffelina Perri, già Ministra Ordine Francescano Secolare di Lamezia Terme, è andato a raggiungerla in Paradiso e insieme al suo carissimo papà Franco, sono tornati a formare quel trio formidabile che, per moltissimi anni, ha dato nuova vita a tutti gli anziani che sono arrivati alla Casa di Riposo “Tamburelli” e, adesso, sono sicuro, faranno lo stesso con gli anziani della grande casa del Paradiso.
Pur sapendo, allora, che adesso Antonello e Raffelina e ancor prima Franco, per il bene che hanno fatto e l’umiltà con cui si sono relazionati e hanno accolto tutti e, soprattutto, i più bisognosi, godono la gioia del Paradiso insieme al Signore Gesù, alla Madonna, a San Francesco e Santa Chiara, a Santa Elisabetta e San Ludovico e insieme al Venerabile Padre Gesualdo e a tutti i santi francescani, voglio dire ai carissimi familiari e a tutti, il mio cordoglio personale, quello di tutto l’Ordine Francescano Secolare di Calabria e quello di tutta la Casa di Riposo “Tamburelli” che conoscevamo e apprezzavamo il grande spirito francescano di Antonello e la sua grande umanità e carità. Ci consola la certezza che lo spirito di Antonello continuerà dal Paradiso a condurre le vicende di Casa Tamburelli perché la Casa continuerà la seguire la sua memoria e i suoi insegnamenti, insieme al suo amore, alla sua compassione, alla sua carità e a tutto il suo affetto per tutti gli ospiti e per tutta la casa.
La sua dipartita addolora tutti noi che non lo vedremo più con gli occhi e non possiamo più abbracciarlo ma, spiritualmente, per il rapporto fraterno e francescano forte e indicibile, sono certo, continueremo a vederlo con il cuore e a parlargli con la mente e con l’anima. Continueremo ad ascoltarlo come un fratello esperto in umanità e competente e specialista nel servizio che svolgeva, con l’ardore serafico, che lo ha sempre contraddistinto; continueremo a seguire i suoi esempi e le sue testimonianze che hanno fatto grande la sua storia, la storia della Casa di Riposo Tamburelli e tutti coloro i quali sono stati ospiti, hanno prestato il loro servizio o il loro volontariato o sono passati da Casa Tamburelli.
Ai carissimi fratelli Vittorio e Orazio e alla sorella Giovanna, esprimiamo tutto il nostro cordoglio, ma anche e soprattutto la nostra vicinanza e il nostro abbraccio più affettuoso, insieme alla nostra preghiera, per l’anima santa del carissimo Antonello ed esprimiamo, commossi, le nostre preghiere per la loro consolazione e le nostre più sentite condoglianze”.

Il cordoglio dell’amministrazione comunale di Lamezia Terme
“A nome dell’amministrazione comunale di Lamezia Terme, esprimo doloroso cordoglio per la scomparsa di un fratello per tutti, Antonello Coclite. La città tutta oggi resta sgomenta di fronte alla triste notizia della sua dipartita, afferrando a sé il ricordo dei mille sorrisi che nel corso degli anni ha regalato a ciascuno di noi. Antonello ha rappresentato un tangibile esempio di fratellanza e carità, lasciando che la sua esistenza divenisse strumento per operare il bene e luce per illuminare il buio della sofferenza altrui. Nessuno potrà mai dimenticare la passione e lo spirito francescano che lo hanno guidato nella direzione della Casa di Riposo “Tamburelli” , intesa unicamente quale missione di vita. E proprio agli ospiti della casa di riposo che Antonello ha rivolto tempo, sacrifici ed energie trasformando ogni alba in un nuovo entusiasmante giorno, aspettandone il tramonto con la preghiera del domani e la bellezza della condivisione.
Ha guardato con fierezza e fedeltà ad ogni suo impegno civile e sociale, lasciando che il suo agire divenisse terrena realizzazione di quell’inno, “Laudato sii” che ha cantato e praticato, circondato da giovani e anziani, nella perfezione del cerchio della vita. Ed è lui a lasciarci l’insegnamento più grande, quello cioè di guardare alla solitudine altrui, come sfida personale da vincere per donare sorrisi e pace interiore.
L’immagine della festa è quella che Antonello lascia oggi alla nostra città e se dovessimo disegnarne una copertina potremmo tratteggiarne un sorriso, un pianoforte, una mano tesa senza distinzione ad ogni fratello.
Lascia anche l’immagine di guida entusiasta per tanti fantastici ragazzi che, assieme a lui, si innamoravano ogni giorno di più del calcio e dello sport quale momento di socializzazione, di impegno e di lealtà.
Alla sua famiglia rivolgiamo un forte abbraccio, condividendone il dolore per la scomparsa in poche ore sia di Antonello che della sua cara mamma.
“Laudato sii, mio Signore, per sora nostra morte corporale, dalla quale nessun uomo vivente può scappare: guai a quelli che morranno nei peccati mortali; beati quelli che troverà nelle tue santissime volontà, ché la morte seconda non farà loro alcun male”; così crediamo che Antonello avrebbe voluto concludere questo nostro pensiero e così, rivolgendogli un sorriso, noi lo concludiamo”. Così il sindaco Paolo Mascaro.