Lamezia, il “Girasole” ha festeggiato i trent’anni dell’associazione. “Un cammino che continua nel segno dell’inclusione”

Un cammino lungo trent’anni che non si ferma. Circa cinquanta famiglie, nel corso di tre decenni, hanno incrociato tra di loro percorsi e storie di vita grazie all’associazione “Il Girasole”, che nei giorni scorsi ha festeggiato il trentennale nel salone del convento dei padri minimi di S. Francesco di Paola, insieme alle famiglie, ai volontari, agli operatori e ai tanti amici che in questi anni hanno condiviso le battaglie, le gioie e i traguardi del sodalizio.

Dal centro diurno, con le diverse attività ricreative proposte, alla promozione dell’inclusione scolastica alla partecipazione attiva ai tavoli comunali e regionali sulle politiche sociali: nel corso della serata, si sono ripercorse le tappe principali dell’attività svolta dall’associazione, nata a Lamezia Terme nel 1992 da un gruppo di famiglie di ragazzi con disabilità frequentanti il centro riabilitativo della comunità “Progetto Sud”.

Il presidente Rosanna Durante ha sottolineato come “la peculiarità della nostra associazione è la consapevolezza, maturata negli anni, di non voler essere famiglie semplicemente fruitrici dei pochi servizi messi a disposizione per le persone con disabilità, ma cittadini protagonisti attivi per migliorare la qualità dei servizi e progettarne di nuovi”. “Se non ci fossero associazioni come la nostra, la prima esperienza di questo tipo nel territorio lametino, i nostri ragazzi sarebbero costretti a stare a casa 24 ore su 24”, ha proseguito il presidente Durante soffermandosi sulla questione “che rappresenta un punto fisso delle preoccupazioni e dei pensieri di noi famiglie con ragazzi con disabilità: cosa sarà dei nostri figli quando noi non ci saremo più o quando non potremo più prendercene cura”.

Anche da questa spinta – ha raccontato Stefanina Franzì presidente onoraria dell’associazione e tra i soci fondatori – “nel 2009 è nata la fondazione Onlus “Come a casa”, il cui scopo è la realizzazione di un centro diurno e di una casa protetta proprio per assicurare un “dopo di noi” alle persone con disabilità con standard accettabili di qualità di vita”.

Cogliendo al volo l’opportunità dei finanziamenti europei, l’associazione individua in un terreno in località Anzaro, assegnato dal Comune, il luogo dove poter far sorgere la nuova realtà. “Abbiamo cominciato a costruire utilizzando le risorse del 5×1000 ma, non avendo la Regione definito i piani attuativi, i finanziamenti sono tornati indietro – ha proseguito la Franzì- Un anno fa l’amministrazione comunale ha inserito il progetto “Come a casa” nel programma PINQUA (Programma Innovativo per la qualità dell’abitare) del Ministero delle Infrastrutture. Auspichiamo che non vi siano ulteriori rallentamenti e che non si vanifichi tutto: ne va del nostro futuro, della vita e del futuro dei nostri figli, del grado di civiltà della nostra comunità”. Da entrambe le presidenti, il ricordo di Antonio Saffioti,

sempre in prima linea nelle battaglie per i diritti delle persone con disabilità, e di Vittorio Ferraiuolo, “che ancora oggi, con la loro determinazione, ci incitano a non mollare”.

“Mi fa impressione che iniziative di questo tipo debbano fondarsi sull’autofinanziamento”, ha affermato il vescovo di Lamezia Terme monsignor Serafino Parisi, lodando l’attività della realtà associativa che “ci ricorda l’importanza di mettersi insieme per affrontare i problemi, proprio come hanno fatto queste famiglie trent’anni fa. La civiltà di una società si misura dalla capacità di stare al passo dei più deboli e dal sostegno ai più deboli: è questo il “metro di misura”. Quanto abbiamo ascoltato questa sera, mi convince sempre più su quella che deve essere la nostra prospettiva, anche come Caritas: i nostri interventi non possono essere finalizzati alla cronicizzazione del disagio, ma alla soluzione delle problematiche che ogni famiglia porta sulle proprie spalle”. Anche dal presule lametino, l’appello affinché “il dopo di noi, preoccupazione costante di ogni famiglia dove ci sono persone con disabilità, sia una realtà strutturale nei nostri contesti sociali”.

Prima della manifestazione, il vescovo ha visitato i locali dell’associazione e il centro diurno parlando di questa realtà “come un luogo di crescita non solo per chi fruisce dei vostri servizi, ma per tutta la comunità”.

Auguri all’associazione dal presidente FISH Calabria Nunzia Coppedè attraverso un videomessaggio mentre il direttore del Centro Servizi per il Volontariato (CSV) Calabria Centro Stefano Morena ha definito il sodalizio “un patrimonio per tutta la comunità lametina”. Sui temi dell’ inclusione e dei diritti, piena collaborazione da parte dell’Osservatorio per l’Inclusione Scolastica “Antonio Saffioti”, con il presidente Alfredo Saladini e il vicepresidente Michela Cimmino che hanno ribadito la volontà di una interlocuzione costante con le realtà associative del territorio, nel segno del dialogo e della collaborazione. I trent’anni de “Il Girasole”, per il sindaco Paolo Mascaro, “sono la conferma che c’è una bella differenza tra le sigle, che nascono e muoiono in poco tempo, e chi come voi da trent’anni realizza con i fatti l’inclusione e tende una mano a chi ha bisogno. La prova evidente del vostro lavoro è il sorriso dei vostri figli”.