La responsabile Cultura di IDM Terra Dei Due Mari, Tiziana De Matteo, interviene sul dibattito cittadino dedicato al Teatro Grandinetti: non una contrapposizione tra realtà culturali, ma la necessità di scegliere un modello di gestione trasparente, inclusivo e capace di garantire pari opportunità a tutte le associazioni che animano Lamezia Terme.
Una vicenda che può diventare un’occasione di crescita
«Il Teatro Grandinetti e la sfida di una cultura che appartenga davvero a tutti Esistono vicende che, se affrontate con intelligenza e senso delle istituzioni, possono trasformarsi da motivo di scontro in un’occasione di crescita per un’intera comunità. Credo che il caso del Teatro Grandinetti sia una di queste. Per questo sarebbe un errore leggerlo esclusivamente come una contrapposizione tra associazioni o, peggio ancora, come uno scontro politico. Il punto, in realtà, è molto più ampio e riguarda il modello culturale che Lamezia Terme vuole costruire per il proprio futuro. Oggi il Teatro Grandinetti è l’unico teatro pienamente operativo della città. Un bene pubblico che, proprio per la sua unicità, rappresenta un patrimonio dell’intera comunità.»
Due patrimoni culturali che devono convivere
«Da una parte esiste una stagione teatrale di alto livello, che rappresenta un valore per la città e che, è bene ricordarlo, veniva organizzata anche prima dell’affidamento della gestione esclusiva del teatro. La qualità di quella programmazione non è quindi in discussione e nessuno mette in dubbio il lavoro svolto da chi, negli anni, ha portato a Lamezia spettacoli importanti. Dall’altra parte esiste un patrimonio altrettanto prezioso, formato da decine di associazioni culturali, scuole di teatro, scuole di danza, compagnie, realtà musicali e operatori del terzo settore che, ogni giorno, lavorano con bambini, ragazzi e famiglie, costruendo cultura dal basso e contribuendo in maniera determinante alla vitalità culturale della città. Queste due realtà non dovrebbero mai essere considerate alternative. Dovrebbero convivere.»
Il nodo della gestione esclusiva e la richiesta di un nuovo modello
«Quando un bene pubblico viene affidato in maniera esclusiva ad un unico soggetto, inevitabilmente quel soggetto acquisisce un vantaggio competitivo che va ben oltre l’utilizzo materiale della struttura. Non si tratta di attribuire colpe. È una conseguenza naturale del modello di gestione. Ed è proprio questo il motivo per cui molte associazioni oggi chiedono di riflettere su un sistema diverso: non per sottrarre opportunità a chi da anni lavora nel settore, ma per creare condizioni che consentano anche alle altre realtà culturali di crescere, progettare e competere ad armi pari. Perché una città culturalmente forte non è quella nella quale cresce una sola realtà, per quanto autorevole. È quella nella quale cresce l’intero sistema culturale.»
La scadenza della convenzione e le domande inevase
«Quale modello di gestione è il più adatto per un teatro comunale? In molte città italiane i teatri comunali rimangono nella piena disponibilità dell’ente pubblico, che affida eventualmente i servizi tecnici e organizzativi a soggetti specializzati, ma mantiene una gestione aperta che consente alle associazioni del territorio di accedere alla struttura attraverso regole chiare, trasparenti e uguali per tutti. Una Consulta nata non per togliere qualcosa a qualcuno, ma per chiedere che il principale spazio culturale cittadino diventi realmente patrimonio di tutti.»
Trasparenza, chiarimenti e affidamento ponte
«La lettura degli atti amministrativi ha fatto emergere alcuni aspetti sui quali la Consulta ha ritenuto opportuno chiedere chiarimenti. In particolare, resta da comprendere quale sia stato il titolo giuridico che ha consentito la prosecuzione della gestione del teatro nel periodo successivo alla scadenza della convenzione e antecedente all’affidamento ponte, nonché quale sia stata la gestione degli introiti derivanti dalle attività svolte in quella fase. Anche questo provvedimento presenta alcuni aspetti che meritano un approfondimento amministrativo e giuridico.»
Il confronto politico e la richiesta di dimissioni dell’assessore Spinelli
«Nel corso della conferenza stampa della Consulta delle Associazioni è stata avanzata anche la richiesta di dimissioni dell’assessore alla Cultura, Annalisa Spinelli. Al di là delle valutazioni politiche, sarebbe un errore concentrare tutta l’attenzione su quella richiesta. Il vero tema resta il futuro del Teatro Grandinetti. L’assessore ha ribadito la volontà del sindaco Mario Murone di restituire il Teatro Grandinetti e la città ai suoi cittadini. Se questa è realmente la direzione che l’Amministrazione intende intraprendere, rappresenta un punto dal quale ripartire.»
La vicenda Coppola e la necessità di risposte chiare
«Troppa attenzione è stata dedicata alla vicenda relativa alla presunta impossibilità, per il regista Francis Ford Coppola, di utilizzare il Teatro Grandinetti. Una precisazione legittima, ma che rende naturale una domanda: perché non fornire con la stessa chiarezza risposte anche sui quesiti amministrativi posti?»
Una visione per il futuro del teatro e della città
«Oggi Lamezia Terme ha l’opportunità di trasformare una vicenda che ha diviso il mondo culturale in un’occasione di crescita. Non servono vincitori e vinti. Serve una visione. Serve il coraggio di costruire un modello capace di valorizzare le grandi stagioni teatrali, ma anche di offrire pari opportunità a tutte quelle associazioni che, ogni giorno, investono tempo, risorse e passione per far crescere culturalmente questa città. Perché il Teatro Grandinetti non appartiene ad una singola realtà. Non appartiene alla politica. Non appartiene ad una parte. Appartiene alla città.»
E’ quanto si apprende in una nota di Tiziana De Matteo – Resp. Cultura IDM Terra Dei Due Mari
