Arpacal: ‘Schiume e chiazze in mare non sono indice di inquinamento’

Le schiume e le chiazze osservate in questi giorni lungo alcuni tratti della costa tirrenica non sono automaticamente indice di inquinamento.

Fenomeni apparentemente simili possono avere origini diverse. Per questo ARPACAL li verifica sul campo attraverso campionamenti e analisi.

I controlli microbiologici effettuati tra sabato e domenica, da Lamezia Terme a Diamante, restituiscono un quadro complessivamente conforme ai limiti previsti, senza evidenziare una contaminazione fecale diffusa nei punti controllati.

Ma allora perché si formano le schiume?

Nel periodo estivo la sostanza organica presente naturalmente in mare, anche per effetto dell’attività del fitoplancton, può rilasciare proteine e altre molecole con proprietà tensioattive. Con il mare mosso, onde e vento incorporano aria nell’acqua: questi tensioattivi naturali stabilizzano le bolle e possono produrre schiume persistenti, mentre le correnti concentrano materiale organico in chiazze superficiali e lo trasportano verso la costa.

ARPACAL prosegue gli approfondimenti chimici e biologici per caratterizzare compiutamente le cause dei fenomeni osservati.

I dati prima delle conclusioni. Tutti i risultati aggiornati e una scheda scientifica dedicata alle schiume, che illustra il fenomeno e documenta episodi analoghi osservati anche in altre regioni italiane, sono disponibili nella sezione Balneazione del sito ARPACAL.