Sulle note della fede: la storia di Don Pietro D’Angelo e l’omaggio a Carlo Acutis con il Prof. Polopoli

​Ci sono cammini spirituali e culturali che partono nel silenzio e nella quotidianità delle comunità locali, ma che riescono a risuonare ben oltre i propri confini, arrivando a toccare il cuore della Chiesa universale. È la storia di Don Pietro D’Angelo, una parabola di vita, cultura e creatività in cui la vocazione pastorale si sposa con l’arte, dando vita a un dialogo costante tra teologia, scrittura e musica.

​​Il suo nome è legato a uno dei momenti più calorosi e sorprendenti del pontificato di Papa Bergoglio. È il 6 gennaio 2017, una luminosa mattina dell’Epifania. In una Piazza San Pietro gremita da oltre cinquantamila fedeli, la folla assiste a un gesto inatteso: il Santo Padre decide di regalare a ciascun presente un piccolo e prezioso libretto di preghiera intitolato Icone di Misericordia, pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana e scritto proprio da Don Pietro.
​Nato come guida semplice e profonda per riflettere sull’amore e sul perdono divino, quel testo è diventato uno dei simboli dell’Anno Santo, entrando nelle case di tantissime famiglie e trasformandosi in uno strumento quotidiano di meditazione.

​Ma la missione di Don Pietro non si ferma alla parola stampata. La sua profonda sensibilità lo spinge da sempre a esplorare i linguaggi espressivi dell’arte e della musica sacra.
​Di recente, per far risuonare e celebrare la memoria di San Carlo Acutis a vent’anni dalla sua nascita al cielo, il sacerdote ha unito le forze e le intenzioni con il Professor Francesco Polopoli. Da questo incontro e dalla collaborazione a quattro mani è nato un brano toccante, capace di trasformare in note e versi la freschezza evangelica del “santo dei giovani”. Anziché fermarsi alla sola commemorazione, l’opera funziona come un ponte ideale tra fede, poesia e mondo giovanile, dimostrando come l’unione di intenti e competenze sappia trovare strade sempre nuove per raccontare il Vangelo con il linguaggio del nostro tempo.
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​Oggi, tra l’impegno pastorale di ogni giorno, la stesura di nuovi testi e la ricerca musicale, la figura di Don Pietro D’Angelo — affiancata da importanti collaborazioni culturali come quella con il Prof. Polopoli — continua a spiccare per una qualità rara e precursora: la capacità di coniugare una profonda meditazione teologica con un linguaggio immediato, semplice e vicino alla vita delle persone.