Lamezia Terme (CZ) – Si è riunito ieri, presso la sede regionale della USR CISL a Lamezia Terme, il Consiglio Generale di Terra Viva Calabria, alla presenza del sub-reggente Alfredo De Luca, del Segretario generale della FAI CISL Calabria Francesco Fortunato e dei Segretari generali delle Federazioni territoriali della FAI CISL regionale.
Al centro dell’incontro le criticità dell’agricoltura calabrese, tra aumento dei costi di produzione, difficoltà delle imprese e ricadute su lavoro e occupazione.Terra Viva Calabria e FAI CISL Calabria giudicano positivamente il sostegno della Regione e il credito d’imposta introdotto dal Governo, che rappresentano una prima boccata d’ossigeno per le aziende agricole. Per il periodo previsto, il meccanismo consentirà di beneficiare di un costo effettivo del carburante agricolo pari a circa 0,94 euro al litro, attraverso il rimborso della differenza tramite Arcea, secondo le modalità stabilite. Positiva anche la discussione sul provvedimento «Coltivaitalia», approvato dalla Commissione Agricoltura della Camera dei deputati, che prevede 300 milioni di euro per il Piano olivicolo, il contrasto alla Xylella, il miglioramento della produzione e risorse per il ricambio generazionale.
«È necessario affrontare questa fase con grande responsabilità – dichiarano congiuntamente Alfredo De Luca e Francesco Fortunato –. Produttori e lavoratori vivono una condizione difficile, proprio alla vigilia di campagne fondamentali per l’economia agricola calabrese: dalla raccolta di clementine, arance e kiwi alla campagna olivicola, fino al settore lattiero-caseario. Produzioni strategiche che garantiscono reddito e occupazione a migliaia di imprese e famiglie».
La crisi si inserisce in un contesto di squilibrio competitivo: le aziende calabresi sostengono i costi derivanti da rigorosi standard di sicurezza alimentare, tutela ambientale, tracciabilità, condizioni di lavoro e qualità, mentre le importazioni da Paesi terzi, in assenza di obblighi equivalenti e controlli adeguati, possono alimentare forme di concorrenza sleale, comprimendo prezzi e redditività. «Emblematico è il caso della produzione olivicola calabrese – proseguono De Luca e Fortunato –. Le elevate giacenze di olio stanno mettendo sotto pressione gli operatori, in particolare i frantoiani, alla vigilia della nuova campagna».
Difatti, nel recente confronto convocato dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, con il sottosegretario Patrizio La Pietra e gli assessori all’Agricoltura di Calabria, Puglia, Campania e Basilicata, è emersa la necessità di sostenere la liquidità e accompagnare il settore con misure di lungo periodo. La «Cambiale Agraria», annunciata dal ministro, rappresenta un segnale significativo, ma occorre affrontare anche la debolezza dei prezzi, i fenomeni speculativi e la pressione delle importazioni.
«Dobbiamo garantire una remunerazione equa ai produttori, individuare criteri di riferimento legati ai costi effettivi e alla sostenibilità economica delle produzioni, stabilire dei costi minimi di produzione, promuovere un patto con la Grande distribuzione organizzata che riconosca, anche economicamente, il valore del lavoro agricolo e della qualità. Servono inoltre maggiore trasparenza sull’origine delle olive e dell’olio, etichette chiare e controlli efficaci, per tutelare i produttori e consentire ai consumatori scelte consapevoli».
Resta centrale anche il tema dei costi dei mezzi tecnici e dei fertilizzanti, sempre più esposti alle dinamiche dei mercati internazionali. Terra Viva Calabria e FAI CISL Calabria chiedono politiche che rafforzino le filiere regionali e nazionali, sostengano gli approvvigionamenti e riducano la vulnerabilità delle aziende. «Il rischio concreto – segnalano De Luca e Fortunato – è il blocco di intere filiere, uno scenario che la Calabria non può permettersi. Il comparto agroalimentare rappresenta un asset strategico regionale, per l’occupazione e il reddito che genera e per il contributo alla crescita dell’export e alla valorizzazione delle produzioni identitarie.
Per questo, le due organizzazioni chiedono alla Regione di rafforzare il confronto con il Governo nazionale e sollecitare interventi tempestivi e strutturali, capaci di sostenere le imprese nei costi energetici e produttivi e di garantire prospettive durature all’intero comparto.
«Ascoltare il disagio di agricoltori e lavoratori è una priorità – concludono De Luca e Fortunato –. Servono risposte concrete e durature: senza un’agricoltura economicamente sostenibile non ci sono futuro per le imprese, garanzie per i lavoratori né sviluppo per i territori. Terra Viva Calabria e FAI CISL Calabria continueranno il loro impegno, anche con il sostegno delle rispettive strutture nazionali, per tutelare le imprese, il reddito dei produttori e il futuro dell’agricoltura calabrese».
