Giornata del Malato,  Schillaci: “Dio ci domanda vicinanza, prossimità, misericordia”

“Quanti dei nostri cari, in questi due anni, se ne sono andati senza poter stringere una mano, senza essere accompagnati come meritavano di essere accompagnati. Lo hanno fatto per noi…

Giornata del Malato,  Schillaci: “Dio ci domanda vicinanza, prossimità, misericordia”

“Quanti dei nostri cari, in questi due anni, se ne sono andati senza poter stringere una mano, senza essere accompagnati come meritavano di essere accompagnati. Lo hanno fatto per noi…

1 min, 52 sec

“Quanti dei nostri cari, in questi due anni, se ne sono andati senza poter stringere una mano, senza essere accompagnati come meritavano di essere accompagnati. Lo hanno fatto per noi tanti medici e operatori sanitari negli ospedali. Il nostro Dio è un Dio che ci domanda vicinanza, prossimità, misericordia. Il volto della misericordia di Dio è Gesù, che è venuto sanando e beneficando tutti, che si è avvicinato anche a coloro che non erano ritenuti degni di essere avvicinati: agli ammalati, agli ultimi, agli scartati. E si è avvicinando toccando, prendendo per mano”. Così il vescovo di Lamezia Terme Giuseppe Schillaci che, a conclusione della trentesima giornata mondiale del malato nella memoria liturgica della Beata Vergine Maria di Lourdes, ha presieduto in Cattedrale la concelebrazione eucaristica con la partecipazione della grande famiglia dell’Unitalsi sottosezione di Lamezia Terme.

“Sanare e beneficare tutti come ha fatto Gesù- ha proseguito Schillaci – deve essere sempre più il nostro stile, lo stile di noi cristiani. La cultura della cura deve essere il nostro stile di vita, assumiamo la mentalità di chi si preoccupa degli altri. Il Signore non si ritrae mai da chi soffre, ma si avvicina: nell’immagine di Gesù che si avvicina al sordomuto, in disparte, toccandolo, noi vediamo l’autentica prossimità, il coinvolgimento, l’essere accanto all’altro”.

“Combattiamo l’indifferenza, combattiamo la nostra stessa chiusura – ha concluso il vescovo di Lamezia – Questa sera siamo tutti idealmente di fronte alla grotta di Lourdes. Maria desidera che ascoltiamo la Parola del suo figlio Gesù: abbiamo bisogno di pienezza di senso, abbiamo bisogno del Signore perché solo Lui riempie di significato la nostra vita. Chiediamo a Maria, donna dell’ascolto, la Discepola, che ci renda docili all’ascolto della Parola, sempre più aperti ad andare incontro a tutti, come ha fatto Gesù”.

Nel corso della concelebrazione eucaristica, concelebrata da don Isidoro Di Cello già assistente spirituale dell’Unitalsi lametina e dal nuovo assistente spirituale don Giuseppe Gigliotti, il vescovo ha amministrato il sacramento dell’Unzione degli Infermi ad alcune persone accompagnate dai volontari. A conclusione della celebrazione, il vescovo ha espresso parole di ringraziamento e ha incoraggiato la famiglia dell’Unitalsi a proseguire nel segno della prossimità e della cura verso le persone più fragili.