HapuEditore

Il Punto di Marco Foti / Sacal ed il sistema dei contratti stagionali

Il Punto di Marco Foti / Sacal ed il sistema dei contratti stagionali

Condividi

Il sistema aeroportuale calabrese è regionale, con una dislocazione degli scali che coprono tutto il territorio. In questi anni, grazie ad una politica commerciale intensa, orientata verso un turismo in coming mai visto in Calabria, gli aeroporti hanno registrato nel 2025 performance che fanno invidia ad aeroporti internazionali (basta consultare gli indicatori di Assaeroporti).

Il turismo incoming (o ricettivo), ovvero quei viaggiatori stranieri o italiani che arrivano nel proprio paese per soggiornare, costituisce un settore chiave per l’economia calabrese, che si concentra essenzialmente sull’organizzazione di servizi essenziali, quali ricettività e trasporti, funzionali all’usufrutto delle bellezze e specialità della regione.
Accanto a questo però c’è un sistema che deve trovare il proprio equilibrio, un sistema costituito dalla società regionale, SACAL, che gestisce i tre aeroporti calabresi (Lamezia Terme, Reggio Calabria e Crotone) e che deve tutelare le proprie risorse.
Risorse intese come persone e personale che quotidianamente svolgono il proprio lavoro per offrire le migliori esperienze ai milioni di visitatori che annualmente giungono in Calabria.
Un sistema che non può permettersi personale assunto con contratti stagionali, rinnovati da più di 15 anni.
A differenza dei contratti a termine standard, i contratti stagionali non sono soggetti al limite massimo complessivo di 24 mesi. Questo significa che è possibile lavorare per la stessa azienda ogni stagione senza che la somma dei periodi faccia scattare l’obbligo di assunzione a tempo indeterminato. In teoria.
La pratica è completamente diversa. Non esiste un numero massimo predefinito di rinnovi per le attività stagionali. Finché permane la natura “stagionale” del lavoro (legata ai picchi di traffico passeggeri in determinati periodi dell’anno), il datore di lavoro può riassumere il lavoratore ogni anno.
Il mio Punto però si concentra su un altro aspetto. In Italia, ed in Calabria, il turismo ormai è destagionalizzato, tutti i dati di settore tendono verso questa iniziale assumption, ormai diventata una certezza.
E con queste condizioni risulta difficile confermare contratti stagionali anche se recentemente, nel giugno 2025, è stato rinnovato il contratto collettivo nazionale per i gestori aeroportuali, confermando le tutele e le modalità di gestione per il personale del settore.
Sebbene sia legale, un rinnovo prolungato di un contratto stagionale (vi sono casi che raggiungono 15 anni) può essere contestato se le mansioni svolte non fossero realmente stagionali ma coprissero un’esigenza lavorativa stabile e continuativa dell’aeroporto per tutto l’anno, come anticipato poc’anzi in merito alla destagionalizzazione del turismo.
L’evoluzione di un territorio si misura anche dall’avanzata gestione delle proprie aziende, di proprietà regionale. Il personale operativo stagionale negli aeroporti in Calabria deve avere le medesime condizioni lavorative del personale che opera annualmente negli scali calabresi.

Un atto dovuto dopo l’enorme lavoro portato avanti dall’amministrazione regionale guidata dal Presidente Occhiuto.

Marco Foti 


Condividi