L’Italia è un Paese turistico. Il 2025 è stato un anno record, con presenze che hanno superato i 479 milioni (+2,3% sul 2024), consolidando il primo posto in Europa.
La Calabria ha seguito le orme del Paese, come dichiarato dal Presidente Occhiuto in occasione della giornata di apertura della Borsa Internazionale del Turismo di Milano nei giorni scorsi: “La Calabria sta vivendo un momento d’oro. Il 2025 ha segnato il record storico con oltre 2 milioni di arrivi. Un risultato figlio di una precisa strategia di destagionalizzazione. Grazie al forte incremento del turismo nord-europeo in particolare da Germania e Polonia, i nostri territori sono vivi anche in mesi precedentemente considerati fuori stagione. La sfida ora è consolidare questo traino internazionale”.
La Calabria è una regione turistica, da sempre. Con diverse sfaccettature però, anche particolari per certi versi. Dal turismo tradizionale (mare, montagna, centri culturali e via dicendo) al turismo settoriale come quello religioso oppure termale.
E su quest’ultimo settore la Regione Calabria considera il turismo termale una risorsa strategica, sia in termini di salute pubblica che di sviluppo turistico ed economico, mirando alla valorizzazione e al rilancio del settore attraverso la creazione di una rete, incentivi e la destagionalizzazione dell’offerta. In linea con l’importante piano di investimenti che sta affrontando sul sistema aeroportuale (infrastrutture e servizi).
Il turismo termale, ho avuto già modo di approfondire sulle pagine del Corriere di Lamezia, ha molteplici potenzialità e per questo motivo ritengo che debba essere sviluppato ancora di più, grazie ad un settore che registra una forte crescita, trainato dalla riapertura di alcune storiche Terme e dal potenziamento di altrettanto strutture, oltre alla presenza consolidata ed operativa di numerosi siti termali. La regione offre un mix unico di acque sulfuree, cloruro-sodiche e iodiche, spesso situate a breve distanza dal mare o immerse in parchi nazionali.
È il caso delle Terme Luigiane, nel comune di Acquappesa in provincia di Cosenza, considerate le più antiche e famose della regione per le acque ipertermali sulfuree, con un sistema ricettivo di alta qualità basato sulla presenza del Grand Hotel delle Terme, dei Villini Belvedere e del Parco Termale “Acquaviva” e degli hotel Moderno e Santa Lucia.
A Cassano all’Ionio, sempre in provincia di Cosenza, ci sono le Terme Sibarite, un’eccellenza termale famosa per l’efficacia terapeutica dei suoi fanghi e delle acque geotermiche. La struttura include l’Hotel Terme Sibarite ed offre una spa moderna con piscine e percorsi inalatori.
Al centro della Calabria, in posizione baricentrica, troviamo le Terme di Caronte a Lamezia Terme, note per le sorgenti che sgorgano a circa 40°C. Le Terme di Caronte, con una storia pluricentenaria (sono nate nel 1716), sono un centro di riferimento per la fangobalneoterapia convenzionata SSN e presenta anche un centro di eccellenza suddiviso nelle tre forme di cure termale: aria, acqua, terra.
Più a sud, a Galatro in provincia di Reggio Calabria, vi sono le Terme di Galatro, situate nel massiccio delle Serre, le quali offrono acque solfuree-salso-bromo-iodiche ideali per il relax montano. Sempre in provincia di Reggio Calabria, ad Antonimina, vi sono le Terme “Acque Sante”, unico complesso all’interno del Parco Nazionale dell’Aspromonte, celebre per le sue acque “sante” solfato-calciche menzionate fin dall’antichità.
Un sistema termale, quello calabrese, a cui l’amministrazione regionale, attraverso il Piano Esecutivo Annuale (PEA) del 2025, ha previsto la promozione della “Rete delle terme storiche di Calabria”, mappando l’offerta regionale e inserendola nel portale “Calabria Straordinaria”. Uno strumento strategico per incrociare la domanda con l’offerta, d’unisono all’offerta dei voli prevista nel 2026 dal sistema aeroportuale calabrese negli scali di Lamezia Terme, Reggio Calabria e Crotone.
Un modo per far conoscere anche siti naturali e storici come la Grotta delle Ninfe a Cerchiara di Calabria in provincia di Cosenza, un complesso termale suggestivo situato tra canyon naturali con una piscina di acqua termale che oscilla tra i 35 e i 40 gradi, oppure come le Terme Romane di Curinga in provincia di Catanzaro, un sito archeologico di epoca imperiale (I-II sec. d.C.) che conserva resti di un calidarium con sistemi di riscaldamento a ipocausto, visitabile per il suo valore storico e architettonico.
La strategia regionale punta a superare la frammentazione, promuovendo una “rete regionale” e, in prospettiva, un’unica società di gestione delle terme per rilanciare il comparto, condividendo obiettivi con Federterme, anche attraverso incentivi per le strutture termali. La Calabria, infatti, promuove l’apertura e la valorizzazione degli stabilimenti termali esistenti, intervenendo anche con incentivi per ridurre l’impatto economico sugli operatori, spesso collegati a bandi per il miglioramento dell’accoglienza in quanto il turismo termale è parte integrante delle politiche di destagionalizzazione, integrandosi con altre forme di turismo (naturalistico, dei parchi, dei cammini, delle ciclovie e religioso).
Molte strutture sono convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale, mentre a livello locale la Regione Calabria definisce periodicamente i livelli massimi di finanziamento per l’acquisto di prestazioni termali a carico del Servizio Sanitario Regionale (SSR), stipulando accordi con le strutture accreditate.
Un modo diverso per visitare una Calabria diversa.
Ad maiora.
Marco Carmine Foti
