Campo rom Lamezia, interrogazione di Domenico Furgiuele (Lega)

Di seguito l’interrogazione posta al Ministro dell’interno, al Ministro della salute da Domenico Furgiuele (Lega). Premesso che: un incendio nei pressi del campo rom di Scordovillo, in Lamezia Terme (CZ),…

Campo rom Lamezia, interrogazione di Domenico Furgiuele (Lega)

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Di seguito l’interrogazione posta al Ministro dell’interno, al Ministro della salute da Domenico Furgiuele (Lega).

Premesso che:

un incendio nei pressi del campo rom di Scordovillo, in Lamezia Terme (CZ), è divampato lo scorso 14 luglio; a ridosso dell’Ospedale della città, tra sterpaglie e arbusti, da quasi mezzo secolo è allocata la bidonville, dove vivono circa mille persone; a bruciare non solo erbacce ma anche e soprattutto ingenti quantitativi di rifiuti e tanti copertoni; la combustione dei diversi materiali ha reso irrespirabile l’aria, con gravissimi disagi per la comunità;  la nube tossica, infatti, ha invaso non solo l’intera area ospedaliera, ma levandosi dal luogo del rogo si è pian piano propagata per l’intera città di Lamezia Terme, colpendo anche i comuni limitrofi, con intere famiglie costrette a rintanarsi dentro casa, nonostante le calde temperature, per non respirare l’odore acre e tossico; l’episodio, purtroppo, non rappresenta un caso isolato; trattasi piuttosto dell’ennesimo ed incivile rogo che pone a serio rischio l’incolumità pubblica e la salute dei cittadini; l’Autorità giudiziaria, infatti, ha più volte riferito di “una penetrazione profonda nei terreni anche di metalli pesanti” e “del riscontro di diossina nel terreno”; è giacente da tempo, senza alcun seguito, un’ordinanza di sgombero da parte della Procura della Repubblica; se e quali urgenti iniziative, nell’ambito delle proprie competenze, il Ministro intenda adottare per addivenire allo sgombero dell’area di Scordovillo e porre fine ad una perdurante ed annosa situazione di illegalità; se il Ministro della salute non ritenga opportuno approfondire, per quanto di competenza, le conseguenze di siffatto rogo per l’area ospedaliera e, più in generale, per la salute pubblica dell’intera città”.