Catanzaro – I risultati dell’indagine nazionale realizzata da SWG per Gilda-Unams restituiscono con chiarezza il disagio e le aspettative del personale docente italiano. Dallo studio, condotto tra il 1° e il 7 aprile 2026 su un campione rappresentativo di 731 insegnanti italiani, emerge una scuola che chiede maggiore partecipazione democratica, più valorizzazione professionale e risposte concrete sul piano economico.
Particolarmente significativo il dato relativo alla governance scolastica: due insegnanti su tre ritengono necessario superare l’attuale modello di autonomia scolastica, considerato troppo sbilanciato sul potere dirigenziale, per tornare a una gestione più collegiale e partecipata. Una posizione ancora più forte tra i docenti con maggiore anzianità di servizio.
“La scuola italiana – dichiara la Gilda Catanzaro – ha bisogno di recuperare il valore della collegialità e del confronto democratico. I docenti chiedono di essere coinvolti realmente nelle scelte educative e organizzative, non relegati a meri esecutori di decisioni calate dall’alto”.
L’indagine conferma inoltre il forte consenso verso la richiesta di un contratto specifico per i docenti, separato da quello del restante comparto scolastico: l’83% degli intervistati ritiene che la professione insegnante, per responsabilità e peculiarità, debba avere una propria identità contrattuale.
Importante anche il tema salariale. Una parte significativa degli insegnanti considera prioritario ottenere aumenti economici immediati, pur giudicandoli insufficienti. Parallelamente, cresce il favore verso l’idea di destinare direttamente in busta paga alcune risorse accessorie, come quelle della Carta docente o del Fondo d’Istituto, soprattutto tra i docenti con lunga esperienza lavorativa.
Dal sondaggio emerge inoltre una forte preoccupazione per la qualità della formazione e per il fenomeno del cosiddetto “mercato dei titoli”. La maggioranza degli insegnanti ritiene che la mercificazione dei percorsi formativi rischi di impoverire la qualità della scuola e svalutare la professione docente.
Molto netto anche il dato sul rapporto scuola-famiglia: tre docenti su quattro chiedono regole più chiare per tutelare l’autonomia professionale degli insegnanti e limitare le ingerenze nelle scelte didattiche e valutative.
“La voce dei docenti – conclude la Gilda Catanzaro – deve tornare centrale nel dibattito sulla scuola. Questa indagine conferma ciò che come sindacato denunciamo da tempo: servono rispetto professionale, stipendi adeguati, partecipazione reale e una scuola meno burocratizzata e più attenta alla qualità dell’insegnamento”.
