Morti sul lavoro, CGIL Calabria: ‘Occhiuto istituisca un Fondo regionale per le famiglie delle vittime. Meno poltrone, più sostegno a chi perde un familiare’

Celebre (Fillea CGIL Calabria) e Trotta (CGIL Calabria) lanciano un appello alla Regione: servono misure strutturali, integrazioni alle rendite INAIL, sostegno allo studio per i figli e assistenza psicologica. “Dietro ogni vittima ci sono famiglie che restano sole: la politica deve assumersi le proprie responsabilità”.

Un appello dopo mesi di tragedie nei luoghi di lavoro

Ogni morte sul lavoro lascia una famiglia sola. La Regione deve intervenire concretamente: integrazione alle rendite INAIL, sostegno allo studio per i figli e assistenza psicologica. “Di fronte alla drammatica sequenza di morti sul lavoro che ha colpito la Calabria da gennaio 2026 a oggi, non possiamo limitarci alla semplice denuncia o al continuo richiamo alla prevenzione. La prevenzione deve essere senza dubbio intensificata, i controlli devono aumentare e la sicurezza deve diventare una priorità assoluta. Allo stesso tempo, però, occorre farsi carico di ciò che accade all’indomani di una tragedia: sostenere le famiglie che rimangono sole, i figli che perdono un genitore e affrontare le pesanti difficoltà economiche e psicologiche che ne conseguono”. È quanto affermano Simone Celebre, segretario generale della Fillea CGIL Calabria, e Gianfranco Trotta, segretario generale della CGIL Calabria, che rivolgono un appello diretto al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, affinché venga istituito un Fondo regionale straordinario e strutturale destinato ai familiari delle vittime di infortuni mortali sul lavoro.

 

“Le vittime non sono numeri: servono interventi immediati e concreti”

“Le vittime del lavoro non sono numeri. Dietro ogni lavoratore che non fa ritorno a casa – sottolineano Celebre e Trotta – ci sono coniugi, figli e genitori: famiglie che, dall’oggi al domani, devono fare i conti con un lutto devastante e con l’improvvisa perdita del reddito e della stabilità economica”. Secondo i due sindacalisti, il Fondo dovrebbe prevedere interventi concreti e immediati, a partire dall’integrazione, nei limiti delle competenze regionali e della normativa vigente, delle prestazioni erogate dall’INAIL ai superstiti. La Regione dovrebbe garantire una tutela economica aggiuntiva alle famiglie, soprattutto in presenza di figli minori o studenti. “Nessun giovane dovrebbe essere costretto ad abbandonare il percorso scolastico o universitario a causa della perdita di un genitore sul luogo di lavoro”.

 

Assistenza psicologica e supporto amministrativo: una rete di professionisti dedicata

Una morte sul lavoro provoca ferite psicologiche profonde. Per questa ragione, i segretari chiedono che la Regione attivi una rete di professionisti, a partire dagli psicologi, per accompagnare i familiari nell’elaborazione del lutto e del trauma. Servono inoltre assistenti sociali e figure specializzate in grado di supportare le famiglie nel disbrigo delle pratiche amministrative e nell’accesso ai benefici di legge.

 

Uno Sportello regionale dedicato alle famiglie delle vittime

Celebre e Trotta propongono anche l’istituzione di uno Sportello regionale capace di mettere in rete e coordinare i servizi sociali, sanitari, scolastici e assistenziali. “Non chiediamo una misura tampone destinata a esaurirsi in pochi mesi, bensì una politica strutturale di reale sostegno. La Regione Calabria deve assumersi questa responsabilità”.

 

“Prima le emergenze sociali, poi le poltrone”

I segretari della CGIL pongono l’accento sulla necessità di definire con chiarezza le priorità dell’agenda politica regionale. “In una fase in cui si discute di un eventuale ampliamento della Giunta regionale, con la creazione di nuove poltrone e nuovi assessorati, crediamo che le istituzioni debbano interrogarsi sulle vere emergenze della Calabria. Se vi sono risorse, energie e tempo da dedicare ai nuovi assetti di governo, pretendiamo che la stessa determinazione venga impiegata per affrontare le emergenze sociali del nostro territorio. La politica delle persone deve venire prima di quella degli equilibri di potere”.

 

La richiesta: convocare subito un tavolo regionale

Celebre e Trotta chiedono al presidente Occhiuto di convocare immediatamente un tavolo di confronto regionale con sindacati, INAIL, istituzioni competenti, associazioni dei familiari delle vittime, professionisti della salute mentale e rappresentanti del mondo del lavoro, al fine di elaborare una proposta concreta. “Serve un atto di coraggio. Istituire un Fondo regionale per le famiglie delle vittime significherebbe affermare con forza che la Calabria non abbandona i propri cittadini quando il lavoro, anziché garantire dignità e futuro, si trasforma in tragedia”.

 

“Le istituzioni devono restare accanto alle famiglie”

“Le morti sul lavoro devono cessare. Ma finché continueremo a piangere lavoratrici e lavoratori che non tornano a casa, le istituzioni hanno il dovere di restare al fianco delle loro famiglie. Come Fillea CGIL e come CGIL Calabria continueremo a batterci con determinazione per questo obiettivo”.