Il progetto scolastico, presentato con il Sottosegretario Wanda Ferro, prevede 90 incontri in Calabria, Toscana ed Emilia-Romagna per promuovere ascolto, rispetto, legalità e dialogo tra giovani e adulti.
La presentazione del progetto
Sabato 17 ottobre 2026, alla presenza del Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno, On. Wanda Ferro, è stato presentato il progetto scolastico “Prendimi per mano”, un’iniziativa dedicata alla prevenzione del disagio giovanile e alla promozione di una cultura dell’ascolto, del rispetto e della responsabilità, ideata dal presidente dell’associazione Il Dono – Volontariato Regionale Trapiantati Epatici, con il patrocinio della Polizia di Stato.
Il progetto prevede il coinvolgimento di circa 30.000 studenti in Calabria, Toscana ed Emilia-Romagna, attraverso 90 incontri nelle scuole, con l’obiettivo di affrontare le fragilità del mondo adolescenziale, le difficoltà relazionali e le problematiche che possono accompagnare i giovani nel loro percorso di crescita.
Dialogo tra giovani e adulti
Nel corso dell’incontro, il Questore ha sottolineato l’importanza di un impegno condiviso per comprendere le nuove generazioni e rispondere alle loro esigenze, favorendo un dialogo autentico tra giovani e adulti. In un contesto in cui le relazioni sono sempre più influenzate dalla dimensione digitale, diventa fondamentale promuovere occasioni di confronto diretto, nelle quali i ragazzi possano sentirsi accolti, ascoltati e compresi.
In tale prospettiva si inserisce il contributo della Polizia di Stato, da sempre impegnata, accanto alla propria funzione di prevenzione e tutela della sicurezza, nella promozione della legalità e nella costruzione di un rapporto di fiducia con i cittadini, a partire dai più giovani. La presenza nelle scuole e il dialogo con gli studenti rappresentano strumenti importanti per intercettare situazioni di vulnerabilità, contrastare comportamenti prevaricatori e promuovere il rispetto delle regole e degli altri.
Il ruolo delle famiglie
Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle famiglie, primo e fondamentale riferimento educativo per gli adolescenti. La vicinanza degli adulti, il dialogo quotidiano e la capacità di trasmettere valori e regole chiare costituiscono elementi essenziali per accompagnare i ragazzi nella crescita e aiutarli ad affrontare le difficoltà con maggiore consapevolezza.
Educare al limite significa educare alla responsabilità. Le regole, quando sono accompagnate dall’ascolto e dalla comprensione, non rappresentano una limitazione fine a sé stessa, ma uno strumento per aiutare i giovani a riconoscere il valore delle proprie scelte, le conseguenze dei comportamenti e l’importanza del rispetto reciproco.
Una rete per la prevenzione
La prevenzione del disagio adolescenziale richiede, infatti, una rete concreta di collaborazione tra istituzioni, scuola, famiglie, associazioni e comunità. In questo percorso, il progetto “Prendimi per mano” si propone di rafforzare la sinergia tra le diverse realtà educative e sociali, mettendo al centro i bisogni dei giovani e la necessità di offrire loro punti di riferimento affidabili.
Il patrocinio della Polizia di Stato testimonia l’attenzione dell’Istituzione verso iniziative capaci di promuovere la cultura della legalità, la prevenzione e la vicinanza alle nuove generazioni. Un impegno che si traduce non soltanto nell’intervento di fronte alle situazioni di rischio, ma anche nella costruzione di percorsi educativi fondati sulla fiducia, sulla consapevolezza e sulla responsabilità condivisa.
Essere accanto ai giovani significa ascoltarli, riconoscerne le fragilità e aiutarli a trasformare le difficoltà in occasioni di crescita. È questo il messaggio al centro di “Prendimi per mano”: una comunità più attenta e consapevole nasce dalla capacità degli adulti e delle istituzioni di esserci, costruendo relazioni significative e offrendo ai ragazzi gli strumenti per affrontare il futuro.
