Dalle parole e dalla musica di Simone Cristicchi all’ironia di Rocco Papaleo, la Sila Piccola diventa un luogo di incontro, meraviglia e comunità. Il viaggio di Opera Sila prosegue fino al 27 settembre, quando Raiz & Solis String Quartet chiuderanno questa edizione dedicata alla cura tra ambiente, cultura e territorio.
La comunità in cammino tra natura e arte
Ancora una volta, per il terzo weekend consecutivo, Opera Sila – A farla amare comincia tu ha dato vita a una comunità in cammino tra i sentieri della Sila Piccola, alla ricerca di frammenti di bellezza da scorgere tra i miracoli della natura e le meraviglie dell’arte e della conoscenza. Una ricerca silenziosa, attenta, delicata che ha permesso a tutti i partecipanti, oltre 500 in ogni giornata e provenienti anche da fuori regione, di conquistare un punto di osservazione e di ascolto privilegiato su ciò che stava accadendo intorno: l’esibizione degli artisti, gli interventi di stampo divulgativo, l’incessante incursione del paesaggio. Tutto secondo una programmazione che non è stata svelata in anticipo al pubblico e, tra l’altro, modellata dagli organizzatori seguendo i normali ritmi della natura e le oscillazioni meteorologiche di queste giornate di fine estate.
Tra scienza, biodiversità e stupore
Così l’effetto sorpresa non è mancato ogni qualvolta il bosco ha accolto le esposizioni di esperti come quelle della naturalista botanica Carmen Gangale o del docente di biologia farmaceutica Giancarlo Statti, che hanno aperto spazi di sapere e curiosità sul rapporto utilitaristico che l’uomo ha sempre avuto con le svariate piante che crescono nei territori dell’altopiano silano. E ancora qualche accenno ad altre peculiarità che rendono questi luoghi unici dal punto di vista della biodiversità: nella Vallata del Fiume Crocchio, in località Tirivolo, grazie al particolare microclima sopravvivono specie arboree come il faggio, arrivate dal centro Europa.
Simone Cristicchi, tra musica e introspezione
Proprio intorno a questi sovrani della foresta, l’emozione collettiva è stata palpabile quando Simone Cristicchi ha iniziato a cantare: prima qualche grande classico del cantautorato italiano, da “La prima cosa bella” a “Io che amo solo te”, per poi trascinare il pubblico in un viaggio introspettivo con le parole ad aprire varchi nel vissuto di ciascuno. Quando pronuncia il monologo sull’umiltà, quasi nessuno trattiene le lacrime. Con il piglio del poeta spiega che l’umiltà non è debolezza, ma la condizione necessaria per essere come un campo arato, pronto a ricevere semi di bellezza e conoscenza. Lo spettacolo prosegue con i grandi successi della sua discografia e con Amara, con cui propone “Le poche cose che contano”, in un set acustico dal sapore spirituale nella Chiesetta di Villaggio Grechi.
Ritorno all’Ovile: il tema della cura
Durante Ritorno all’Ovile, condotto da Ivan Talarico, è stato affrontato il tema della cura, attraversato da punti di vista diversi: ambiente,

musica, impresa, relazioni. Un dibattito aperto a cui hanno contribuito Ilario Treccosti, Francesco Costantino, Flavio Severini e Florindo Rubbettino, con riflessioni che hanno intrecciato tutela del territorio, qualità della vita, scelte musicali e rapporto tra impresa e comunità.
Awa Ly e la magia del lago Garcea
La seconda giornata è una nuova pagina di questa esperienza collettiva che continua ad alimentare interesse attraverso una formula originale. La performance dell’artista franco-senegalese Awa Ly ha ammaliato il pubblico con una voce calda e un genere musicale ibrido che invita a riscoprire l’essenziale. In centinaia hanno composto un semicerchio perfetto intorno alla staccionata del lago del Centro Visite Garcea, trasformando il bosco in una platea naturale per la musica di Simona Sciacca e Alessandro Chimienti.
Rocco Papaleo, tra ironia e verità
Poi l’ironia e la semplicità di Rocco Papaleo, che ha creato un clima amichevole e colloquiale con il pubblico ancor prima di prendere il microfono. La sua dimensione poliedrica è stata una novella vera, tra sorrisi e verità amare sui rapporti di coppia e sull’inadeguatezza di sentirsi al passo con la vita degli altri. Momenti di sano divertimento grazie anche alla complicità di Arturo Valiante, per concludere con un coro finale sulle note di “Torna a casa foca”.

La cura come filo conduttore
Ritorno all’Ovile è proseguito al Fata Museum, con interventi di Carmine Lupia, Francesco Leone, Pietro Falbo e Giampaolo Calabrese, che hanno legato la cura alle piante, allo sviluppo sostenibile, all’ospitalità e alla narrazione audiovisiva della Calabria. A sorpresa è intervenuto anche Rocco Papaleo, che ha ringraziato il pubblico e ha cantato “Bartali” insieme ad Antonio Pascuzzo.
Verso l’ultimo appuntamento con Raiz & Solis String Quartet
Opera Sila, festival gratuito ideato da Vivodimusica con la direzione artistica di Antonio Pascuzzo, non finisce qui. Ancora un altro appuntamento domenica 27 settembre, per recuperare la giornata del 12 settembre rinviata a causa del maltempo, con protagonisti Raiz & Solis String Quartet. Il programma è stato modulato in base all’evoluzione delle condizioni meteo, monitorate costantemente da Francesco Benevento della Stazione Meteorologica di Sant’Elia.

