HapuEditore

Lamezia Terme

Il Punto di Marco Foti / Una Lamezia regionale, accessibile e inclusiva: il vero Rinascimento possibile

Condividi

La consapevolezza di una città nuova, dei mezzi e della sua potenza, nasce dal porre al centro delle politiche di riqualifica del territorio, il cittadino. Con i suoi tempi, le proprie necessità, la richiesta del rispetto delle regole e delle norme che guidano la conduzione di una vera città, piccola, media o grande che sia.


Il Rinascimento di Lamezia deve avvenire con l’avvio di un nuovo processo di rigenerazione urbana, che si contraddistingue alle tante ed osannate politiche del passato, mai applicate veramente. Domandiamo cosa e quanto sia stato fatto per le periferie (degradate) oppure per un qualsiasi centro storico della città (che ha la fortuna di averne tre, diconsi tre). Di contro, è molto semplice ritornare all’antico dove le politiche sul territorio si traducono nell’asfalto delle strade, nel ridisegno della segnaletica orizzontale, e così via dicendo. Questi interventi, presi meramente ad esempio, sono azioni di gestione ordinaria che, ancora grazie che avvengono, denotano il buon andamento della governance locale.
Sarò noioso e pedante ma consentitemi di ribadire un concetto semplice ma evidentemente difficile da far capire a chi deve capire. Il Rinascimento consiste nell’armonizzare la possibilità di spostare le persone con la vivibilità di Lamezia, fulcro di un’idea di città accessibile ed inclusiva per tutti, ricordando che la mobilità è un diritto costituzionale e sempre meno affrontata in un’agenda di governo locale.
Lamezia ha una fortuna invidiata dal resto della Calabria, frutto di un appeal segnato dalla lungimiranza di imprenditori locali e non, è il centro della movida regionale, dove tanto ed ancora di più è possibile sviluppare.
La rigenerazione urbana deve affrontare questi temi e non contemplare soltanto l’ammodernamento di una infrastruttura stradale piuttosto che la pedonalizzazione di una via: il concetto di rigenerazione (che, nel caso di Lamezia, intendo proprio come rinascimento) è inteso come la riattivazione delle condizioni di benessere e mobilità per tutti i cittadini. Fornendo servizi alle persone che intendono spostarsi comodamente in tutto l’arco della giornata, da un punto ad un altro di Lamezia. Questa è la priorità del Rinascimento della città.
È inutile ed offensivo tornare ancora sui punti critici che definisce il Piano Strutturale Comunale, entrato in vigore nel dicembre 2023. Lamezia Terme deve assumere una identità “regionale” (non è un mio concetto ma è quanto auspica proprio il PSC). Ma per far questo occorre lavorare intensamente, raccordare quartieri oggi isolati e distanti tra di loro.
Ma non c’è tempo da perdere, il concetto di città deve essere rivisto in prospettiva inversa a quella attuale, attraverso tutte le sue parti, i suoi problemi specifici (infrastrutturali), le sue esigenze locali di collegamento secondo le priorità dei lametini sia a scala comunale sia su scala vasta. Se la città del futuro deve essere “regionale” Lamezia dovrà essere caratterizzata sempre più da un ambiente urbano rispondente ai cittadini ed una mobilità sicura, flessibile, integrata e conveniente.
Una città costruita a partire dalla capacità di spostamento dei cittadini dove tutti i servizi essenziali siano raggiungibili in 15 minuti con i mezzi pubblici. Utopia? No, fermezza nella ricerca di azioni possibili e non trascendentali. Un modello di pianificazione urbana che a Lamezia deve puntare a rendere la città più vivibile e meno impattante per l’ambiente limitando il traffico urbano e la sosta selvaggia, altro item sul quale occorre accendere il faro dell’attenzione.
Non si indignino oppure indispettiscano lor Signori, sono soltanto suggerimenti gratuiti per una città che merita certamente ben altro (purtroppo, ormai, da tempo) e che deve porre l’attenzione sulla centralità e vivibilità del cittadino.
Ad maiora.

Marco Foti 


Condividi